martedì 10 marzo 2020

VINDNORA E VINDQUATTORA

LA MERENDA DI VENTUNORA (ore ventuno)
Mi ricordo quando ero ragazzo e nonna Antonia mi chiamava nel pomeriggio,mentre giocavo nel vicinato,perchè era "vindn'ora" cioè era ora di fare merenda.Però i nostri orologi segnalano le 15 non  le 21.Come  si può spiegare questa apparente incongruenza?
Per gli agricoltori la giornata iniziava subito dopo il tramonto (ore 18)e terminava subito prima di esso.
Osservando i due quadranti ,quello di sinistra a 24 ore e quello di destra a 12 ore,qui sotto in fotografia,si osserva che le ore 21 corrispondono alle ore 15 degli orologi usati da noi ragazzi,comunque 3 ore prima del tramonto.

LA CENA DI VENTIQUATTRORE (ore ventiquattro)
 Al tramonto  gli agricoltori smettevano di lavorare e rientravano nelle loro abitazioni dove arrivavano ormai col buo.Le ore 18 dei nostri orologi a 12 ore corrispondevano alle 24 degli orologi a 24 ore,vindquattora appunto.
"Era già l’ora che volge il disio
ai navicanti e ‘ntenerisce il core
Dante Alighieri:Purgatorio, VIII, 1-6. "
Era l'ora di riposarsi e di cenare abbondantemente perchè durante la giornata gli agricoltori si erano tenuti leggeri.
Mi viene in mente il detto > cioè abboffarsi.
Er Passarelli Pozzilli

giovedì 13 febbraio 2020

MODI DI DIRE A POZZILLI





in Italiano                                                      ........in dialetto 
                                                                         
- ti va cercando colle pietre in mano            ........te va truann a pprèt mmän                 

-è venuta a prendere il fuoco cioè di fretta   .......è vnüt'a piglià le fuoch

-viene sempre a chiedere per avere mai        ......vë semp a ppët mai a requèr
  a chiedere per sapere

-è arrivato all'improviso                                 
.......è rrvàt'all'antrasatta

_fa le  cos' ch'll vrella mmbraccia                ......<Far le cose solo perché si è costretti a farle e di conseguenza farle male. Questo modo di dire si adatta bene a tante situazioni della nostra vita quotidiana. L’impiegato, la commessa, il medico, l’infermiere, tutte quelle figure di cui siamo clienti o utenti che si comportano con noi in modo svogliato e senza cortesia. Questa gente “fa’ ’e cose cu e stentine ’mbraccio”.>>


( Er Passarelli Pozzilli )














domenica 9 febbraio 2020

POZZILLI ED IL VALLO DI CATONE, "WUALL CATONE"

In Pozzilli esiste una località chiamata "wallcatone"in dialetto come fosse "Vallo Catone"--in ricordo di un Catone che qui ebbe a che fare per conto ed in nome dell'antica Roma--e che corrisponde al boschetto sotto il Monte a sinistra del torrente Rava.

POZZILLI e "LI Pozzilli"

Il nome Li Pozzilli deriva dall'acquedotto augusteo(*)
Venafro era un centro nevralgicoù ed assolveva al compito di "porta del Sannio" per chi proveniva (e proviene) dalla Campania o dal Lazio.Pozzilli in quei tempi Pozzilli non esisteva,però esistevano ville e case coloniche di cui una probabilmente sul sito del Palazzo Delprete.
L'acquedotto augusteo(*),detto rivus venafranus,attraversava il territorio dell'attuale comune Pozzilli ed era ivi disseminato di aperture per l'aerazione,per l'accesso di servizio e per il prelievo di acqua.Per questo il luogo veniva denominato "li pozzilli" e da esso --cioè dal 1466--prese il nome la chiesa e successivamente il comune di Pozzilli.

LA VIA CONSOLARE LATINA (tra Venafro e Pozzilli)





La via consolare Latina,da Venafro proseguiva verso il Sannio.Dalle Poste in piazza Salvo d'Acquisto proseguiva verso nord-est per l'attuale via Maiella con percorso rettilineo fino al  torrente Rava;attraversava questo in località Cimorelli di Pozzilli .Non ci sono resti di manufatti in muratura in quanto sui torrenti--attivi solo nei periodi piovosi con decorso e portata irregolari ed incostanti--venivano costruiti dei ponti di   legno.Quindi saliva leggermente sempre in direzione nord-est fino alla località Arcora di Pozzilli,alle pendici di monte Stingone.Scendeva poi verso est,passando sotto Santa Maria Oliveto,a Triverno e proseguiva verso il fiume Volturno che attraversava sul ponte Latrone i cui resti si vedono ancora tra "la solfatara" di Pozzilli ed il ponte venticinque archi.Subito dopo--sulla riva orientale del fiume--si divideva in due rami,uno --in direzione sud-orientale,verso il Sannio beneventano--passava sotto Capriati al Volturno,l'altro verso nord-est per il Sannio pentro e cacaceno,"ad rotas" passava sotto Monteroduni il cui nome ricorda appunto "rotas".

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