Al progetto politico lavorano Lombardo, Miccichè e Martino
MARCELLO SORGI
ROMA
Il «Partito del Sud», una sorta di Lega alla rovescia, ormai sta per nascere. Non è più solo una chiacchiera da Transatlantico (anche se nei corridoi di Camera e Senato se ne parla molto). E’ un cantiere in cui si lavora alacremente, pur nel tradizionale riserbo siciliano di un’iniziativa che ha nell’isola «granaio» dei voti di centrodestra la sua incubatrice. La crisi dei due partiti «a vocazione maggioritaria», fondati per le politiche del 2008 e ripiegati sul modesto risultato delle Europee 2009. L’insofferenza ormai evidente in molti strati del Pdl e nel personale politico di provenienza An per la stretta alleanza tra Berlusconi e Bossi. Il Pd che va al congresso dilaniato dalle correnti e incapace, al momento, di ritrovare una sintesi interna. Il successo uscito dalle urne per le terze e quarte forze di Casini e Di Pietro, insieme con il fallimento del referendum che ha seppellito ogni ipotesi di sviluppo bipartitico del sistema italiano. Sono diventati tutti fattori di accelerazione per la nascita della Lega del Sud. E funziona da detonatore, nell’isola che ha fatto spesso da laboratorio alla sperimentazione di nuove formule nazionali, la soluzione della crisi regionale siciliana - con l’Udc escluso dalla giunta e il nuovo governo locale costruito sull’asse tra Lombardo, i ribelli dell’ex Forza Italia che erano stati sospesi dai coordinatori nazionali del Pdl, e un sotterraneo appoggio di una parte del Pd.
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