martedì 24 gennaio 2012

venerdì 6 gennaio 2012

UNIONE EUROPEA TRA CONFEDERAZIONE E FEDERAZIONE

La confederazione non è uno Stato, ma una somma, una lega, di Stati che restano sovrani e che regolano i rapporti reciproci basandosi in ultima istanza sulla forza, mantenendo al contempo un potere esclusivo sui cittadini. In essa il livello confederale è subordinato e dipende per il suo funzionamento dagli Stati che la compongono.
La confederazione si basa sul principio della "rappresentanza degli Stati", non dei cittadini, e attribuisce infatti il voto solo agli Stati, escludendo in tal modo il popolo dalle decisioni che riguardano i rapporti interstatali.
Si evince allora, ad esempio, che l'Unione Europea è già qualcosa di più di una Confederazione, in quanto i suoi cittadini sono rappresentati al Parlamento Europeo (che però è monocamerale) ma, dato che i suoi stati membri hanno ancora poteri in politica estera e nella difesa (che non sono neppure coordinate dall'Unione stessa, ma sono lasciate completamente agli stati), non è ancora la Federazione Europea auspiscata dai movimenti federalisti in Italia come nel resto d'Europa. In realtà è una via di mezzo tra confederazione e Stato federale.

LA REPUBBLICA SEMIPRESIDENZIALE


La repubblica semipresidenziale  è una forma di governo. In una repubblica semipresidenziale, il governo si trova a dipendere dalla fiducia di due organi designati da due differenti consultazioni elettorali, il Presidente della Repubblica e il Parlamento. Il Primo Ministro viene perciò nominato dal Presidente, ma necessita, insieme al resto del suo esecutivo, della fiducia parlamentare.
Questa forma di governo è caratterizzata dai seguenti punti:
  • l'elezione del Presidente della Repubblica avviene con voto popolare distinto ed autonomo rispetto a quello del parlamento;
  • il potere esecutivo è condiviso con il Primo Ministro che però può essere scelto e revocato dal capo di Stato;
  • Il primo ministro ed il governo possono essere sfiduciati dal parlamento e revocati dal presidente; quest'ultimo non è ovviamente sfiduciabile
  • lo scioglimento del parlamento da parte del Presidente della Repubblica avviene nei limiti costituzionali.
Il termine semipresidenzialismo, coniato nel 1978 dal politologo Maurice Duverger[1], può trarre in inganno, in quanto tale forma di governo non è semplicisticamente da intendersi come un presidenzialismo attenuato: mettendo da parte i periodi di coabitazione, in questo sistema il Capo dello Stato gode di alcuni poteri che non vengono invece accordati nel modello americano, come il diritto di consultazione popolare referendaria o l'iniziativa legislativa o lo scioglimento delle Camere. Gli obiettivi di questa forma di governo sono la diminuzione della rigidità del sistema presidenziale, senza i problemi legati alla partitocrazia che sovente sorgono quando non si raggiunge una maggioranza forte in un sistema parlamentarista. Questo sistema fa sì che il presidente abbia la possibilità di indirizzare politicamente il governo e di non essere solo un garante al di sopra delle parti.