lunedì 28 novembre 2011

UE,unione europea,STATI UNITI D'EUROPA

Mi sto convincendo,dopo gli accadimenti di questi ultimi tempi,che è giunta l'ora di costruire politicamente l'UNIONE EUROPEA  sull'esempio degli USA(Stati Uniti d'America) e cioè:

Ogni  stato(Italia,Francia,Spagna,PortogalloGrecia,ecc.),dovrà eleggere il  PRESIDENTE - GOVERNATORE per il proprio territorio.

Tutti insieme contemporaneamente eleggeranno il PRESIDENTE degliStati Uniti d'Europa.

erme passarelli

1941 - 1950 - Europa

ec.europa.eu/italia/ue_italia/storia_italia/225931_it.htm
Winston Churchill propone la nascita degli Stati Uniti d'Europa. ... di Zurigo lo statista inglese vede l'Europa come una confederazione di Stati cooperanti a ... dell'Europa occidentale si coordinano dando vita all'Unione europea dei federalisti. ...

mercoledì 16 novembre 2011

IL GOVERNO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO

Il presidente NAPOLITANO è stato costretto a fare un governissimo.
Quindi anche in Italia è giunta l'ora della REPUBBLICA PRESIDENZIALE.
A condizione che il presidente della Repubblica venga eletto direttanmente dai cittadini.
Dopo l'investitura popolare Egli sarebbe pienamente legittimato a dare l'incarico di primo ministro al persponaggio che gli risulti  migliore.
Erme Passarelli 86077 POZZILLI

giovedì 20 ottobre 2011

gaddafi killed ma il mondo non cambierà

Commento pèer affari italiani

perchè dovrebbe cambiare il mondo?
gli affari fatti finora col colonnello continueranno con i nuovi arrivati!
penso che passerà parecchio tempo prima che la libia si normalizzi
anzi temo che proseguiranno le lotte tribali sanguinarie mentre l'europa ed il mondo resteranno a guardare purchè arrivi il petrolio,unica vera preoccupazione...
i figli di gheddafi non staranno tranquilli e cercheranno la riscossa se non la vendetta.
potrebbe anche succedere che la libia torni a dividersi in tre:cirenaica,tripolitania,fezzan
chi vivrà vedrà
erme passarelli 86077 pozzilli

mercoledì 19 ottobre 2011

RISULTATI REGIONALI MOLISE OTTOBRE 2011






Candidati e Liste
Voti  % Seggi
Angelo Michele Iorio 89.142 46,94 3
Il Popolo della Libertà 33.911 18,86 5
Progetto Molise 17.117 9,51 2
Unione di Centro 12.193 6,78 2
Alleanza di Centro 12.113 6,73 2
Grande Sud 11.755 6,53 2
Molise Civile 7.940 4,41 1
UDEUR Popolari per il Sud 6.332 3,52 1
Paolo Di Laura Frattura 87.637 46,15 1
Partito Democratico 17.735 9,86 3
Italia dei Valori 15.907 8,84 3
Alternativ@ - Alleanza per l'Italia 11.354 6,31 1
Partito Socialista Italiano 8.246 4,58 1
Partecipazione Democratica - Costruire Democrazia 7.623 4,23 1
Sinistra Ecologia Libertà 6.961 3,87 1
Federazione della Sinistra 4.977 2,76 1
Antonio Federico 10.650 5,60 0
Movimento Cinque Stelle 4.083 2,27 0
Giovancarmine Mancini 2.458 1,29 0
La Destra-Polo Laico (Nuovo PSI, Partito Socialista Democratico Italiano) 1.556 0,86 0
Totale alle liste 179.803

TOTALE 189.887 100,00 30


N.B.
Un dato sul quale molti pongono l’accento è quello della bassa affluenza al 59,7%(prec.2006 65,09%)

 

giovedì 29 settembre 2011

martedì 27 settembre 2011

lunedì 19 settembre 2011

sabato 10 settembre 2011

LIPOSUZIONE ALIMENTARE


La L.A. si basa su una dieta ipocalorica proteinata, senza cibi grassi, con forte riduzione dell’assunzione di carboidrati, rispettando il fabbisogno proteico, vitaminico, di minerali e di acidi grassi essenziali dell’organismo per una netta riduzione della massa grassa, ma non di quella muscolare.
Si differenzia così dalle diete ipocaloriche tradizionali che consistono in una forte riduzione dell’apporto calorico e nel mantenimento di un costante rapporto fra i differenti componenti nutrizionali: grassi, zuccheri e proteine.
Non potendo  utilizzare gli zuccheri alimentari come fonte di energia, l'organismo è costretto a consumare le proprie riserve. Le riserve di zuccheri si esauriscono in 24 ore, dopodiché l'organismo consuma le riserve di grassi e proteine.
Rispetto al digiuno totale, la dieta proteinata non determina modificazioni a carico della massa magra (muscoli, organi, pelle) costituita prevalentemente da proteine. La massa magra è protetta dalla somministrazione di proteine di alto valore biologico :via libera, quindi, al consumo delle riserve di grassi, grazie anche alla diminuzione della secrezione di insulina.
Si determina quindi un rapido scioglimento del tessuto adiposo (lipolisi). Una parte dei grassi liberati dalla cellule adipose, si trasforma in corpi chetonici.
La sensazione di benessere e la riduzione della fame rendono possibile seguire una dieta di per sé fortemente ipocalorica, ma con un apporto proteico tale da comportare una selettiva perdita di grasso con conservazione della massa magra.
Il fabbisogno essenziale di zuccheri è assicurato dalla trasformazione di alcuni aminoacidi, costituenti le proteine, dell'acido lattico e del glicerolo, un costituente dei lipidi, in glucosio, nel processo di neoglucogenesi.
Questa dieta determina una  perdita di peso, senza  sensazione di fame o di stanchezza. E’ molto semplice da seguire, non ci sono scelte da fare per quanto riguarda gli alimenti, nè alimenti da pesare . Non c'è perdita del tono  muscolare nè perdita dell'elasticità dei tessuti.

martedì 6 settembre 2011

giovedì 14 luglio 2011

Antonius Passarellus de terra Agropterae (1534)

Nobilis Antoninus Passarellus et Macteus Gaucterius de terra Agroptereae comparuerunt et cum iuramento confessi sunt et declaraverunt se tenere et recognoscere a praedicta curia in communi et indiviso clausuram unam capacitatis in semine frumenti tumulorum trium, cum arboribus olivarum decem et aliis arboribus fructiferis, in territorio dictae terrae, in loco dicto Sardina, iuxta clausuram magnifici Simonis Caraccioli et iuxta clausuram Francisci Panecta et iuxta clausuram Iacobi Alì, sub annuo censu seu redditu granorum septem cum dimidio. Quem censum hac-tenus solverunt et in futurum paratos se obtulerunt solvere singulis annis in perpetuum ipsi curiae et ita promiserunt et se obligaverunt et ad alia ut iuris erit.

(Dal volume di V, Naymo "Uno stato feudale nella Calabria del Cinquecento, la platea di Giovanni Battista Carafa, marchese di Castelvetere e conte di Grotteria (1534)", p. 280).

sabato 9 luglio 2011

Santina Campana di Alfedena(Aq)

Mercoledi 6-7-2011- passando per Alfedena-sono andato a visitare la casa di Santina Campana nata il 1929 e deceduta all'età di 21 anni.
Nel registro delle presenze ho lasciato scritto:<>

     
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Santina Campana
Santina nacque il 2 febbraio 1929 ad Alfedena (L’Aquila), settima dei nove figli di Giuseppe Campana e Margherita Di Palma, contadini del piccolo paese montano, situato nell’incantevole Parco Nazionale d’Abruzzo.

La sua era una famiglia benedetta da Dio, perché ben cinque fratelli oltre lei, dei sette che superarono l’infanzia, ebbero la vocazione alla vita consacrata: Maria Rosaria nelle Suore della Carità (suor Alfonsa), Requilde e Domenica fra le Figlie della Divina Provvidenza (suor Paola e suor Giuseppa), Sabatino tra i Benedettini (don Bruno Maria) e Michele tra i Cappuccini (padre Leone).

Tanta Grazia in una sola famiglia era anche il frutto delle intense preghiere di Santina Campana, che sin da piccola offriva a Dio i suoi piccoli sacrifici e le accorate preghiere, affinché il sorgere e la perseveranza delle vocazioni delle sorelle e dei fratelli, desse il suo frutto fino in fondo, scrivendo così una bellissima pagina sulla fede e spiritualità della famiglia Campana.

Santina essendo una delle più piccole, dovette sobbarcarsi della fatica, certamente non leggera, dei lavori da fare in casa e fuori, per sostituire man mano i fratelli e sorelle, che si allontanavano per rispondere alla chiamata di Dio (c’era anche una mandria di 15 bovini e un gregge di 150 pecore).

L’11 giugno 1936 a sette anni ricevé la Prima Comunione e dal suo ‘Diario’, a cui confidò nella sua breve esistenza tutti suoi sentimenti, apprendiamo che scrisse: “Gesù fammi morire giovane e fa che in Paradiso sia vestita di bianco con guarnizioni rosse”.

Trovava comunque il tempo di frequentare la chiesa parrocchiale, alternando la preghiera con le funzioni di catechista e di segretaria della locale Sezione Aspiranti dell’Azione Cattolica Femminile; riusciva a visitare malati ed anziani e a sera radunava a casa un folto gruppo di bambini per la recita del rosario; in una gara di cultura religiosa riuscì prima assoluta in tutte la diocesi di Trivento.

Innumerevoli sono gli episodi riferiti da familiari, amici e coetanei sulla sua devozione verso Cristo, la Madonna ed i Santi, sulle mortificazioni e penitenze che si infliggeva nonostante la giovanissima età.

Nel settembre 1943 la pace del suo paese montano, fu scossa dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale, che per l’Italia era in corso ormai da tre anni; le truppe tedesche avevano steso una linea di resistenza ad oltranza del fronte bellico, per cui Alfedena veniva ad essere direttamente coinvolta, la popolazione fu invitata a trasferirsi verso Roma, ma molte famiglie, fra cui quella di Santina Campana, il 19 settembre 1943 preferirono rifugiarsi nei boschi degli alti monti, adattandosi a vivere in casolari abbandonati in un lungo e freddo inverno, con il pericolo dei bombardamenti e con quello d’incontrare pattuglie tedesche che rastrellavano gli uomini per scavare trincee.

Santina quasi quindicenne, divenne l’animatrice dei gruppi di fuggiaschi, anche se colpita nel frattempo da una grave pleurite con dolori diffusi e febbre alta, malattia che l’accompagnò per tutto il periodo della clandestinità; i gruppi riuscendo a superare sani e salvi il fronte, sotto un violento bombardamento, raggiunsero gli alleati dove ricevettero assistenza.

Spostatosi verso il Nord Italia il fronte della guerra, il 26 giugno 1944 gli abitanti di Alfedena poterono ritornare al loro paese quasi distrutto, pure la famiglia Campana riprese l’attività interrotta nella piccola azienda agro-pastorale, ricostruendo gli edifici bombardati.

Santina riprese più fervorosa e decisa la sua aspirazione a consacrarsi a Dio, come già per i suoi fratelli e sorelle; già dai 13 anni aveva fatto voto di verginità rinnovato ogni anno; consigliata anche dal fratello benedettino don Bruno, il 1° ottobre 1945 a 16 anni, lasciò Alfedena e accompagnata dalla madre si recò a Roma per essere ammessa come postulante fra le Suore della Carità, fondate da s. Giovanna Antida, lo stesso Ordine della sorella suor Alfonsa.

Qui riprese gli studi interrotti alle classi elementari e con grande intelligenza e volontà recuperò in un anno i tre anni di scuola media, presentandosi come privatista al difficile esame e conseguendo il relativo diploma.

L’8 settembre 1946 fu ammessa al Noviziato, prendendo l’abito religioso con sua grande gioia, che esprimeva nel suo continuo scrivere, soprattutto nel ‘Diario’, prezioso documento che attesta la sua intensa spiritualità e accettazione della volontà di Dio, qualunque essa sia, “Dammi o Gesù, un silenzio perfetto. Tu solo, mio Diletto, devi parlarmi al cuore…”; “Eccomi qui. Mi hai chiamata e sono venuta. Si, sono tua e sempre più tua voglio essere. Sono pronta a fare la tua volontà: amare e soffrire. Tutto qui è pace, tutto è amore, tutto mi fa pensare al Cielo, là quando saremo tutti riuniti nella vera gioia, che nessuno potrà toglierci…”.

Ma l’edificante percorso non si completò con il prescritto anno, perché già il 25 marzo 1947, con una improvvida emottisi, si rivelarono i sintomi di una gravissima malattia polmonare; lei sempre serena e felice si sottopose agli esami medici e radiografici fra l’incredulità dei sanitari, che la vedevano florida, di un bel colorito roseo, alta e robusta, dotata di una singolare bellezza fisica.

Purtroppo le radiografie confermarono che era affetta da una grave e violenta forma di tubercolosi polmonare, che le avrebbe dato poche settimane di vita.

Invece Santina, trasferita al sanatorio “Villa Rinaldi” di Pescina (L’Aquila) il 16 luglio 1947, tra i suoi monti abruzzesi, respirando l’aria salubre, visse altri quattro anni; sradicata dal Noviziato e allontanata per sempre dal suo ideale di essere Suora, aderì con gioia alla volontà di Dio, che così si manifestava; “Anche la malattia è una grande Missione da compiere”.

Le sue condizioni purtroppo non erano buone, la malattia era troppo avanzata per poterla fermare e ogni intervento chirurgico che si mise in atto, non fece altro che procurare nuove sofferenze, in un corpo attaccato da forti febbri fino a 42 gradi e che dagli iniziali 84 kg di peso era sceso a 48 kg.

Sempre sorridente, diventò l’angelo del sanatorio, un vescovo che l’andava a trovare disse: “Quella figliola è un sorriso vivente. È come un prisma che riceve la luce da Dio e la riflette!”.

Aveva instaurato un rapporto e un colloquio intimo con Dio e la sua anima rallegrata traspariva dal suo viso, nonostante le atroci sofferenze fisiche e morali.

Organizzò una fiorente Azione Cattolica, che diresse come Presidente con energia e rare virtù. Fu Zelatrice delle Missioni che aiutava con ogni mezzo; si iscrisse all’Unione Cattolica Malati, assumendo il nome di “Sentinella della Croce”.

Dal suo “trono bianco”, come lei chiamava il suo letto, pregava i dottori di non darle calmanti, perché voleva essere vigile e accettare con volontà e gioia il dolore.

Aveva avuto il presentimento della sua morte e un paio di giorni prima fece informare il suo confessore padre Ireneo, che era giunta la sua ora.

Assalita da tosse che le squassava il petto, emottisi frequenti, sudore diffuso, mancanza d’aria, Santina sempre lucida, confortava i presenti fra cui l’afflitta madre, giunta da Alfedena con il fratello don Bruno; il 4 ottobre 1950 dopo una giornata trascorsa a chiedere perdono a tutti, pregando e facendo pregare i presenti, lucidissima fino alla fine, Santina Campana lasciava questa terra per il cielo alle 22,05.

Una strana sensazione di gioia profonda invase tutti i presenti, suore e sanitari, compreso la mamma e il fratello. Fu sepolta nella nuda terra nel cimitero di Pescina e la sua tomba divenne subito meta di pellegrinaggi. Crescendo la fama di grazie e prodigi dovuti alla sua intercessione, il 9 aprile 1977 il suo corpo fu riesumato e deposto in un sarcofago di travertino, donato per grazia ricevuta da un fedele di Tivoli; poi il 3 settembre 1977 fu traslato nella chiesa parrocchiale di S. Giuseppe in Pescina.





Autore: Antonio Borrelli




da: www.santiebeati.it/dettaglio/90696

"Diario di Venafro 1860-1861" del suddiacono Nicola Nola

VENAFRO _ Nell’ambito delle celebrazioni del 150° anno dell’Unità d’Italia, il giorno 8 luglio prossimo, alle ore 17,30 presso il Castello Pandone di Venafro (IS) verrà presentato il libro dal titolo “ Diario di Venafro - 1860- 1861”- Testimonianze inedite dei primi due anni dell’Unità d’Italia- scritto da un giovane suddiacono, Nicola Nola, della Città molisana e curato da Antonio D’Ambrosio, giornalista e storiografo molisano. Il volume racconta gli avvenimenti accaduti in quei difficili momenti della costruzione dell’Italia unita. Il Diario parla in generale delle vicende d’Italia di quei due anni ed in particolare dei avvenimenti accaduti a Venafro ed Isernia, territorio che ha visto svolgersi azioni tra le più importanti e purtroppo cruenti dell’Unità d’Italia. La forza del Diario del Nola, indubbiamente, sta nella freschezza e nel modo di raccontare gli avvenimenti, considerato che è stato fatto da un giovane poco meno che ventenne, curioso e pieno di buoni sentimenti e di devozione ai Santi martiri di Venafro : Nicandro, Marciano e Daria.




Egli, in questi momenti di rivolgimenti politici e sociali, nel chiuso della sua stanza racconta le gioie, i timori, le viltà, i vizi, i tradimenti che l’animo umano è capace di compiere in tali frangenti. Uno spaccato di vita, una lettura profonda ed intensa dell’animo umano di fronte ai cambiamenti ed alle incertezze della vita, anche se la vita di ognuno, in questi giorni, veramente non conta e non vale assolutamente nulla. Un altro elemento di grande interesse che emerge dal Diario è la profonda fede e l’amore per la sua Città, dei suoi Santi Martiri e protettori.



Egli, con tenerezza, ci guida per Venafro facendocela conoscere nei particolari: parlandoci dei suoi uomini illustri, della storia passata e del presente, dei suoi monumenti, dei suoi Santi, delle Chiese, della cultura e delle tradizioni sia clericali che laiche. Ogni suo resoconto, fatto di giorno in giorno, diventa un documento di valore storico, sociale ed umano più unico che raro. Un documento quindi d’interesse per la comunità di Venafro ma che per tutti quelli che, con animo sereno, si pongono di fronte alla storia partendo da quei momenti che si costruì l’Italia unita. Per quanto riguarda l’interesse prettamente storico il documento è di un valore unico ed eccezionale per la storia d’Italia in quanto esso ci racconta, meticolosamente, tutti gli eventi bellici accaduti in un’area di così strategica importanza per i due eserciti. A tutti è notorio che se si libera la strada del Macerone che porta sul Volturno, passando per Venafro, i piemontesi possono prendere i Realisti alle spalle. Cosa che accade. Inoltre, egli testimonia, la controversa battaglia del Macerone. Questo, fu l'evento per eccellenza dove prevalse la miseria umana di alcuni uomini. Qui, infatti, come in Sicilia ed in Calabria ed in altre battaglie, si consuma un altro di quei tradimenti dei generali Borbonici. Altra dettagliata testimonianza, riportata nel Diario, riguarda i noti e barbari fatti accaduti ad Isernia. Episodi di rivolta hanno fatto il giro del mondo civile. Isernia, attraverso la stampa liberale, è additata all’Europa come la Città per eccellenza più barbara d’Italia, identificando con essa l’atrocità del regime borbonico. Alla battaglia di Pettorano ed ai morti che ne conseguirono.



Il giovane suddiacono, inoltre, ridà dignità, al ruolo avuto, in questi frangenti, al Vescovo d’Isernia – Venafro, Monsignor Gennaro Saladino. Un uomo buono e caritatevole per la stragrande maggioranza dei suoi fedeli, barbaro e sanguinario per i liberali. Indicato da quest’ultimi, in particolare dal nuovo governatore del Molise, Nicola De Luca, come capo della rivolta isernina, cospiratore, facendo ricadere sulla coscienza, di questo povero Vescovo, ultra settantacinquenne, la responsabilità di uno tra i fatti più efferati accaduti nella storia dell’Unità d’Italia. Il Nola, invece, riesce a fronteggiare la campagna denigratoria dei liberali e dimostrare che Saladino è uomo mite e di pace, interessato ed attento, in quei drammatici giorni, a non far degenerare la rivolta contadina popolare. Egli, ci racconta poi le paure e le emozioni provate dall’entrata dei piemontesi a Venafro, della gentilezza dei suoi Ufficiali, i quali, egli dice che “ prima pagano e poi chiedono”, e delle nuove speranze che questi suscitano tra la borghesia venafrana. La descrizione particolareggiata e commentata, della visita del Re, Vittorio Emanuele II a Venafro nei giorni 24 e 25 ottobre. Racconta della farsa del plebiscito. Ci addita gli opportunisti ed i traditori.



Ci parla di uomini esemplari e delle amicizie con degli Ufficiali piemontesi, accolti nella loro casa ed in quelle di altri borghesi della Città, mettendo in evidenza l’ospitalità del popolo venafrano. Questi sentimenti sono particolarmente testimoniate attraverso l’arrivo del Battaglione dei volontari milanesi. Cinquecento giovani, comandati dai più fieri figli della borghesia meneghina, per quasi tre mesi presidiano la Città di Venafro ed il territorio circostante, tra l’entusiasmo della popolazione. Racconta, poi, tutte le notizie dettagliate delle azioni dei briganti e dell’animo dei borghesi venafrani i quali temono, allo stesso modo, gli indisciplinati garibaldini e le scorribande dei soldati borbonici sbandati. Essi atterriscono al pensiero dell’incursione di bande di uomini armati che combattono i liberali e depredano le Città, seminando disordine e lutti. Nel contempo non trascura di raccontarci le altrettanto atrocità ed inutili uccisioni effettuate dai piemontesi. Insomma pagine di vita vissuta all’interno di quei rivolgimenti politici e sociali che portarono all’Italia unita.





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domenica 3 luglio 2011

NECROPOLI DI CAMERELLE A POZZILLI


  • www.sanniti.info/camerel.html - Copia cacheSimili
    La necropoli di Camerelle a Pozzilli. ... Sembra di riconoscere una rarefazione delle sepolture nella prima metà del V secolo, mentre successivamente, ...

  • sabato 2 luglio 2011

    Amici universitari 1957-1963


    Leggi annuncio:

    Mi chiamo ermenegildo passarelli ed ho fatto l'università a napoli per la fracoltà di  medicina e chirurgia. Chiunque si ricorda mi scriva liberamante.
    Grazie e cordialità. Erme



    L'ITALIA S'E' DESTA

    Venerdi 8 luglio 2011  ore 17.30 alla "Taverna" di Sesto Campano Bassa sarà presentato quest'opera di SILVANA GALARDI, nostra illustre compaesana, sugli eventi risorgimentali accaduti nell'alto volturno.
    (Volturnia Edizioni)

    venerdì 1 luglio 2011

    TULIBERNUM S.M. OLIVETO POZZILLI

    [PDF]

    IL LAGO DI CASTEL S. VINCENZO

    www.regione.molise.it/web/...nsf/.../Lago%20Castel%20S%20Vincenzo.pdf

    martedì 28 giugno 2011

    TRA LE RIGHE DELL'ANIMA

    Con questo titolo Melina Berardi da pozzilli ha pubblicato per Albatros un poema autobiografico di pregevole livello.
    ERME PASSARELLI

    martedì 29 marzo 2011

    RAVIOLI POZZILLESI

    (ricetta per 6 persone)

    A)IMPASTO:

    1 kg di ricotta di mucca fatta scolare bene in un panno di lino
    4 tuorli d’uovo di gallina ^
    4 cucchiai da tavola di zucchero
    2 cucchiaini da caffè di cannella in polvere

    B)SFOGLIA:

    1 kg di farina 00
    4 bianchi d’uovo ^
    1 cucchiaio da tè di sale da cucina
    Acqua tiepida q.b.

    C)SUGO AL POMODORO CON RAGU’ DI CARNI MISTE
    ( maiale,agnello,bue ecc)

    CONFEZIONAMENTO:

    Tagliare la sfoglia distesa bene a dischi del dm di 6-cm.+/-
    Collocarvi al centro un cucchiaio da cucina raso dell’impasto.
    Piegare a forma di mezzaluna
    Cucire i bordi
    Bucare con la punta di una forchetta ogni raviolo

    ATTESA:
    Distribuire i ravioli su un panno di lino bene infarinato

    COTTURA:
    In 10 litri di acqua in ebollizione, salando con un cucchiaio da cucina colmo ,calare mezza dozzina di ravioli per volta; tirarli fuori quando galleggiano bene.

    SERVIZIO:
    In un piatto- per ogni persona -versare un primo strato di sugo , poi la razione di ravioli,infine altro sugo al gusto di ognuno.

    VINO:
    Rosso tipo BARBERA del Piemonte.


    Buon appetito,ERME PASSARELLI(86077 Pozzilli)

    venerdì 18 marzo 2011

    La prima centrale ce la possiamo fare noi.......

    ......risparmiando sulla bolletta ENEL!!!

    ....la prima centrale ce la possiamo fare noi.......

    risparmiando sulla bolletta ENEL....

    martedì 1 marzo 2011

    mercoledì 23 febbraio 2011

    lunedì 14 febbraio 2011

    VOTAZIONI IMMINENTI

    Credo e ripeto che non si supererà l'attuale empasse alla quale è giunta la politica italiana se non si cambieranno radicalmente alcune regole fondamentali:
    1)elezione diretta del presidente del consiglio come si fa per i sindaci e per i presidenti della regioni
    2)Soglia di sbarramento al 4-5% come in Germania
    3)Reintroduzione dell'immunità parlamentare con adeguati correttivi
    4)Mozione di sfiducia costruttiva
    5)Dichiarazione preventiva dell'alleanza elettorale vincolante per tutto il mandato elettorale.
    Converrebbe addirittura
    eleggere una nuova ASSEMBLEA COSTITUENTE per riformare tutto quanto è necessario prima di andare a nuove elezioni,nuove alleanze,nuove elezioni anticipate.
    Cordialità
    Passarelli dr Erme
    86077 POZZILLI

    lunedì 31 gennaio 2011

    passarelli ermenegildo TORINO

    ------ ------ ------ ------ ------
    CodIce Fiscale
    PSSRNG39E17G954E

    Codice Enpam
    160249600V

    Nascita
    Pozzilli 17/05/1939


    Laurea ed Abilitazione
    Medicina e Chir.: Data di Laurea e UniversitA'
    21/11/1963 Sassari
    Medicina e Chir.: Abilitazione (Sessione, Anno, Ente)
    2°1964 Torino


    Iscrizione all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Torino
    Numero e Data Iscrizione all' Albo Medici
    6959/1965


    Titoli

    Chirurgia generale
    Chirurgia d'Urgenza e Pronto Soccorso

    ------ ------- ------- ------- -------

    domenica 23 gennaio 2011

    Governo garantito dal presidente Napolitano


    Sono d'accordo con chi afferma che bisogna bandire ogni ipocrita moralismo però in queste faccende
    berlusconi/escort il cavaliere ha dimostrato-è inutile negarlo-la sua
    distanza dai problemi di molti  italiani
    Infatti mentre i mtmc della fiat dimostravano buon senso e calavano le
    brache
    per un si al piano marchionne egli se la spassava alla grande,alla
    faccia del l'art.54 della nostra costituzione......personalmente mi
    sento tradito!
    Bisognerebbe azzerare tutto con un governissimo garantito dal presidente
     NAPOLITANO facendo decantare la situazione per tutto il tempo
    necessario,quindi passare a nuove elezioni.
    Cordialità
    ERME PASSARELLI

    sabato 22 gennaio 2011

    passarelli nicola di matera

     Nell'archivio privato Passarelli di Matera sono conservate alcune lettere scritte nel 1862 da Nicola Battista Passarelli materano e inviate a.........

    www.lucanineuropa.eu/%20Briganti%20%20Lucani.asp

    martedì 18 gennaio 2011

    ART.54 DELLA COSTITUZIONE

    Articolo 54


    Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
    I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

    Vale per tutti i "cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche"
    ERME PASSARELLI

    [Indice]

    venerdì 7 gennaio 2011

    Le ore in Etiopia

    In Etiopia,le ore diurne iniziano all'alba(sul nostro orologio sono le 6):

    lunedì 3 gennaio 2011

    NUOVO RIBALTONE

    La lega staccherà la spina al governo berlusconi se capirà che nella "palude romana" sta affogando il FEDERALISMO.
    La lega non è di destra nè di sinistra ed è stata proprio lei a fare il primo "RIBALTONE" nel 1994.
    Per il FEDERALISMO la lega sarebbe disposta a FARE UN GOVERNO con il PD & CO.
    Chi vivrà vedrà.
    Cordialità.
    Passarelli dr Ermenegildo
    86077 POZZILLI