martedì 21 luglio 2015

LE FOSSE DI POZZILLI FENOMENI CARSICI E NON VULCANICI

 Lettera ad Eduardo Berardi di Pozzilli

Salve geometra,
avevo mandato questa mail tempo fa ma ad un indirizzo di posta elettronica sbagliato.
comunque  ho dato uno sguardo a quello che mi ha inoltrato via mail e mi sono documentato un po' sulla zona di interesse reperendo cartografia geologica e altra carte tematiche del posto.
da quello che ho potuto appurare dai dati ricavati in giro, tale zona fa parte della catena delle Mainarde ed è costituita principalmente da calcari -calciruditi con presenza di numerosi fossili e ben stratificati.
Le Fosse quindi non derivano sicuramente da crateri vulcanici, dato che in tutta l'area intorno, dalla cartografia geologica d'Italia foglio ISERNIA, non si evince nessuna presenza d materiali vulcanici in posto che possano far pensare ad una natura di tipo vulcanica di tali Fosse.
Sicuramente, date le caratteristiche litologiche di tale catena montuosa, si tratta di fenomeni CARSICI dovuti all'azione erosiva dell'acqua che scioglie il calcare in bicarbonato e CO2 creando lunghe e ampie caverne, grotte e fessure in tali massicci.
tutto ciò è anche accentuato dalla presenza di numerose faglie dovute da una spinta tettonica dell'area, riportate in cartografia geologica, che fungono da via preferenziale per le acque e superficiali e profonde.
Sicuramente il fatto che ci siano queste fessure, lungo la strada che abbiamo percorso insieme, è dovuto a tali fenomeni prima descritti, e sicuramente tali fessure sono in continuità con condotti carsici all'interno del massiccio carbonatico che fungono a loro volta come via preferenziale per la circolazione sotterranea delle acque dell'acquifero che alimenta la falda basale della piana venafrana. L'idea di individuare tutta quest'area come un area da tutelare è un ottima idea, in quanto tutelando l'area si va a tutelare anche la importantissima risorsa acqua, molto abbondante in tale zona, da possibili inquinanti che possono alterare le proprietà organolettiche di tali acque usate per il consumo umano.
Lo sfruttamento turistico dell'area, potrebbe essere anche quella un'ottima idea ma senza alterare i luoghi, casomai provvedendo ad esempio alla sistemazione della sentieristica, alla creazione di stazioni di birdwatching, realizzazione di sentieri percorribili da disabili, creazione di sentieri per l'ippotrekking e tante altre cose.
Per quanto riguarda la video ispezione delle cavità io penso che non ne valga la pena in quanto tale ispezione è possibile farla solo per un tratto che non è significativo ai fini esplorativi, date le anguste e strette aperture delle fessure che insistono lungo la strada, inoltre tali prove hanno un costo e quindi bisogna organizzare e prevedere un eventuale spesa per tali attività.
detto ciò possiamo approfondire l'aspetto più turistico dell'area ipotizzando eventuali progetti di sistemazione della stessa ragionando sempre in un ottica di concertazione con gli enti preposti.
spero di essere stato chiaro ed esaustivo su quanto detto

saluti 

STUDIO DI GEOLOGIA
dott. geol. Filippo Masullo

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martedì 14 luglio 2015

IL BADGET dell'UNIONE EUROPEA

Le fonti di finanziamento dell'UE comprendono i contributi dei paesi membri, i dazi all'importazione sui prodotti provenienti dall'esterno dell'Unione e le multe applicate alle imprese che non rispettano la normativa europea. I paesi dell'UE concordano con diversi anni di anticipo l'entità del bilancio e le modalità di finanziamento. 
Il bilancio dell'UE sostiene la crescita e la creazione di posti di lavoro. Con la politica di coesione finanzia gli investimenti per aiutare a superare il divario economico che separa i paesi e le regioni dell'UE. Inoltre, contribuisce a sviluppare le zone rurali.
Le tre principali fonti di entrate sono:
  • una piccola percentuale del reddito nazionale lordo (di solito attorno allo 0,7%) versato da tutti i paesi membri - è questa la fonte più cospicua. I principi di base sono la solidarietà e la capacità contributiva, ma se ne risulta un onere eccessivo per determinati paesi, si procede ad aggiustamenti 
  • una piccola percentuale della base imponibile armonizzata dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) di ciascun paese dell'UE, di solito pari allo 0,3% circa
  • una quota consistente dei dazi all'importazione sui prodotti provenienti dall'esterno dell'UE (il paese che riscuote il dazio trattiene una piccola percentuale).
Vanno inoltre ad alimentare le casse dell'UE anche le imposte sui redditi del personale delle istituzioni europee, i contributi di paesi extra UE ad alcuni programmi europei e le ammende inflitte alle imprese che hanno violato la normativa europea

VEDERE:
europa.eu/about-eu/basic-information/money/revenue.../index_it.htm

lunedì 13 luglio 2015

A PROPOSITO DELLA CRISI DELLA GRECIA

A proposito della "crisi greca" è necessario che i 28 Paesi Europei si seggano intorno ad un tavolo per ridiscutere le regole comunitarie ma una minoranza di 10 milioni (Grecia) non deve determinare,anche se può condizionare,le decisioni di una maggioranza di 500 milioni(Unione Europea).

domenica 5 luglio 2015

POLPETTE ECONOMICHE

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Madama Filtcroft, ricca ereditiera inglese di fine ‘800, aveva una tenuta e vasti appezzamenti di terreno nella zona che oggi combacia in parte con la Regione Molise. Di grande appetito e annoiata dalla scialba cucina inglese si trasferì per alcuni mesi in quei suoi appezzamenti molisani per far sperimentare nuovi gusti al proprio palato. Al suo chef personale, originario di quei luoghi, lanciò una sfida: al primo giorno ti darò tre monete per fare la spesa, al secondo due, al terzo una. Ma in questi tre giorni dovrai stupirmi, in egual maniera. Il cuoco, ovviamente sotto pressione per le aspettative della buona forchetta, passò una giornata intera a riflettere e poi agì. Il primo giorno preparò polpette di vitello, buonissime, ma con carne costosa. Il secondo giorno, con meno soldi, passò alle polpette di maiale, ottime e più economiche. Il terzo giorno, con pochissimi fondi, prese del formaggio. E, grazie a un po’ di pane avanzato da un paio di giorni, diede vita alle polpette cacio e uova. Madama Filtcroft ne fu entusiasta e da allora, narrano alcune leggende non confermate, le “pallotte cacio e ova” entrarono stabilmente nel suo menù. E rimasero impresse nella memoria enogastronomica di quei territorio. Che oggi corrisponde al Molise.
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Una preparazione, manco a dirla, povera e dettata dalla necessità di “riciclare” il cibo. Del pane raffermouova eformaggio raggiungono la sfericità e vengono tuffate nell’olio bollente per una rapida cottura. Al termine di questo passaggio le pallotte vengono poste in un piatto con il pomodoro, trasformato in sugo molto molto discreto, leggero, una salsa di contorno. Le “pallotte cacio e ova” sono molto apprezzate anche all’estero e in alcuni paesi dell’Essex, in Inghilterra, zona di origine di Madama Filtcroft, vivono tutt’oggi sagre e fiere a loro dedicate.



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