sabato 28 novembre 2015

Prof Gastone Lambertini

LAMBERTINI, Gastone

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 63 (2004)

di Giuseppina Bock Berti
LAMBERTINIGastone. - Nacque a Cuneo il 27 febbr. 1902 da Arnaldo, colonnello di artiglieria discendente dall'antica famiglia bolognese del papa Benedetto XIV, e dalla nobile piemontese Delfina di Rovasenda (o Roasenda). Conclusi gli studi secondari, si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Bologna ove dal secondo anno di corso, nel 1920, cominciò a frequentare come allievo interno l'istituto di istologia e fisiologia generale diretto da A. Ruffini: sotto la guida di questo poté così indirizzarsi precocemente alla ricerca scientifica.
Significativi a questo riguardo furono i primi lavori di istologia ed embriologia che pubblicò quando era ancora studente (Sulle cause che determinano la genesi delle circonvoluzioni cerebrali, in Monitore zoologico italiano, XXXIII [1922], pp. 172 s.; L'origine del corpo vitreo e la causa del rapido allungamento delle fibre del cristallino nell'uomoibid., XXXIV [1923], pp. 243-250); la recensione dell'opera del maestro, "Fisiogenia". La biodinamica dello sviluppo e i fondamentali problemi morfologici della embriologia generale (Fisiogenia, in La Nuova Veterinaria, II [1924], pp. 19-21) e l'argomento che trattò come tesi di laurea (I processi morfogenetici elementari nell'istogenesi delle formazioni e degli organi secondarî nell'embrione umano, in Arch. italiano di anatomia e di embriologia, XXIV [1927], pp. 22-121).
Si laureò col massimo dei voti e la lode il 1° luglio 1925 ottenendo dalle autorità accademiche il premio Vittorio Emanuele II per la migliore tesi e il premio Concato per il più alto punteggio conseguito negli esami di profitto. Nominato nello stesso anno aiuto del Ruffini, nel 1927 fu incaricato dell'insegnamento di istologia ed embriologia generale nell'Università di Ferrara. Alla morte prematura del maestro, nel 1929 gli successe nell'attività didattica, incaricato dell'insegnamento e della direzione dell'istituto nell'ateneo bolognese. Conseguita nel 1930 la libera docenza in istologia ed embriologia generale, nel 1932 fu ternato nel concorso a cattedra per l'istologia e l'embriologia generale e chiamato a insegnare la disciplina nell'Università di Ferrara ove gli venne anche affidata la direzione della cattedra di anatomia umana normale. Nell'anno accademico 1936-37 fu chiamato a succedere nell'insegnamento dell'anatomia umana normale a R. Staderini presso l'Università di Siena, ove fu preside di facoltà nel 1939-40 e ricoprì gli incarichi di membro del direttorio della cassa scolastica e di fiduciario della sezione senese dell'Associazione fascista della scuola. Nel 1940-41 assunse la direzione della cattedra di anatomia umana normale dell'Università di Napoli: qui fu anche direttore della Scuola di specializzazione in medicina dello sport e docente di anatomia macro- e microscopica dell'apparato vascolare in quella di chirurgia vascolare; nel 1959 assunse la direzione della sede di Napoli dell'Istituto superiore di educazione fisica. Chiamato all'insegnamento della disciplina nel triennio 1961-64 presso la neonata facoltà di medicina e chirurgia dell'Università cattolica del Sacro Cuore di Roma (ove il 16 genn. 1961 inaugurò il corso con una prolusione ricca di riflessioni sui rapporti, anche storici, tra pensiero medico-biologico e pensiero cristiano: L'anatomia nelle sue tradizioni e nei suoi nuovi indirizzi, in Università cattolica del Sacro Cuore. Annuario 1962-63, pp. 89-101), riprese poi il suo magistero nell'Università partenopea. In questa sede concluse la sua carriera: fuori ruolo per raggiunti limiti di età nel 1972, fu nominato professore emerito.
Sul piano didattico il L. si distinse per l'efficacia dell'insegnamento dell'anatomia costantemente improntato alla dimostrazione pratica, tramite riscontri necroscopici, delle nozioni teoriche. Sul piano scientifico, fu autore di numerose osservazioni riguardanti soprattutto problemi di istologia, di embriologia e di organogenesi, di educazione fisica e di medicina dello sport.
Tra i suoi lavori più significativi si ricordano qui alcuni studi sulle terminazioni nervose (Ricerche sulla differenziazione delle espansioni del senso cutaneo e del senso muscolare nei feti e nei neonati d'uomo, in Bull. delle scienze mediche, CIV [1932], pp. 201-204, in collab. con G. Ruffini; Condizioni morfologiche dei corpuscoli nervosi nei genitali maschili dei bambini dal primo al decimo anno di età, in Giorn. di psichiatria e di neuropatologia, LXII [1934], pp. 4-12; Sulla differenziazione delle espansioni del senso cutaneo e su quella del senso muscolare nei feti e nei neonati d'uomo, in Riv. di patologia nervosa e mentale, XLIII [1934], pp. 256-259, in collab. con G. Ruffini; Particolarità morfologiche e rapporti anastomotici dei corpuscoli nervosi nello strato papillare della cute dei bambini, in Arch. italiano di anatomia e di embriologia, XXXIV [1935], pp. 247-263; Recenti vedute sulle espansioni nervose nell'analisi comparativa e istogenetica, in Fisiologia e medicina, VI [1935], pp. 455-464, in collab. con A. Stefanelli; Osservazioni sullo sviluppo delle espansioni del senso muscolare nei feti e nei neonati d'uomo con ulteriore analisi delle fibre pecilomorfiche, in Arch. italiano di anatomia e di embriologia, XXXVI [1936], pp. 466-489, in collab. con G. Ruffini; Contributo alle più moderne ricerche sui fusi neuro-muscolari, in Acta medica Romana, I [1963], 1, pp. 5-20); le interessanti ricerche di organizzazione strutturale e di morfogenesi (Sulla differenziazione del reticolo neurofibrillare nelle cellule nervose durante la vita embrionale, nell'uomo e nei mammiferi, in Boll. della Società italiana di biologia sperimentale, III [1928], pp. 689-699; Il manicotto glandulare di Rana esculenta nei suoi aspetti strutturali e nelle sue evoluzioni metamorfiche durante lo sviluppo, in Ricerche di morfologia, IX [1929], pp. 71-88; Studio comparativo sulla formazione dei villi, in Arch. italiano di anatomia e di embriologia, XXVI [1929], pp. 401-416; Studio istologico sulla struttura della vescicola ombelicale negli embrioni umaniibid., pp. 493-527; Ancora sulla differenziazione del reticolo neuro-fibrillare nelle cellule nervose embrionali d'uomo, in Boll. della Società italiana di biologia sperimentale, III [1928], pp. 1323-1327; Le modificazioni morfologiche dell'epitelio polmonare prima e dopo la nascita nell'uomo e nei mammiferi, in Arch. di antropologia criminale, psichiatria e medicina legale, LII [1932], pp. 49-75; Sullo sviluppo del rene primitivo negli embrioni umani, in Boll. della Società italiana di biologia sperimentale, XIV [1939], pp. 334-340; Il problema morfologico del rivestimento dell'alveolo polmonare nell'uomo, in Archivio di tisiologia, I [1946], pp. 113-118; Le zone polmonari: anatomia e morfogenesi, Napoli 1950; L'inné et l'acquis, in Quaderni di anatomia pratica, XXXVII [1981], 14, pp. 15-29, lavoro di ampio respiro contenente considerazioni sul significato del codice genetico e sulle relazioni fra genetica e biologia); i suoi studi nel settore della medicina dello sport (I muscoli degli atleti: saggio di anatomia sul vivente, Bologna 1936; Anatomia, costituzione ed educazione fisica, in La Riforma medica, LV [1939], pp. 1757 s.; Le costituzioni e l'unità psicosomatica dell'uomo, in Il cristianesimo e le scienze, II, Scienza e uomo, Roma 1949, pp. 49-131; Appunti di anatomia per gli studenti dell'ISEF, Napoli 1959; Sobre la constitución y la psicologia del deportista, in Folia clínica internacional, XXIII [1973], pp. 356-372; Morfologia e psicologia dell'atleta, Isola del Liri 1974; Le correlazioni interorganiche (muscoli ed ossa) nell'uomo, in Antropologia contemporanea, XXIV [1978], 2, pp. 141-164). Del L. meritano ancora di essere ricordati alcuni tra gli scritti riguardanti la filosofia e la metodologia delle scienze biologiche (Meccanismo e vitalismo, Roma 1931; Scienze biologiche e filosofia, in Giorn. di psichiatria e di neuropatologia, LXI [1933], pp. 378-384; Considerazioni sul metodo nelle scienze biologiche, in Arch. di patologia e clinica medica, XIII [1933], pp. 263-278; Indirizzo pratico e valori educativi di un più moderno insegnamento dell'anatomiaibid., XVII [1937], pp. 196-204; I giovani e la via della sanità, in Medicina e morale, XIII [1963], 1, pp. 7-13; Note biologiche sul problema della procreazione artificiale, in Atti dell'Accademia delle scienze di Ferrara, CXLIV-CXLV [1987-88], pp. 111-117) e la storia della medicina (Dizionario anatomico (Anatomici e morfologi e loro trovati), Napoli 1949; Leonardo anatomico, in Studi vinciani, Firenze 1954, pp. 55-75; Il pensiero e i trovati di Angelo Ruffini nella sua opera "Fisiogenia", Padova 1980). Tra le varie pubblicazioni del L., infine, di particolare evidenza fu il suo trattato Anatomia dell'uomo, pubblicato a Napoli in 7 volumi tra il 1946 e il 1958 e in successive altre edizioni, e il libro Esercitazioni di istologia e di embriologia generale, Napoli [1959]. Fu inoltre autore di numerosi saggi sul tema dei rapporti fra scienza e fede pubblicati quasi settimanalmente tra il 1984 e il 1989 nell'Osservatore romano. A Napoli fondò nel 1941 e diresse il periodico Quaderni di anatomia pratica.
Socio di numerose società scientifiche italiane e straniere, il L. fu tra l'altro membro dell'Académie nationale de médecine di Parigi e presidente della Società italiana di anatomia e della Società italiana di storia della medicina. Insignito della laurea honoris causa delle Università di Clermont-Ferrand, di Heidelberg e di Ferrara, ricevette varie onorificenze: grand'ufficiale della Corona d'Italia e della Repubblica, commendatore dell'Ordine di S. Silvestro papa e di S. Gregorio Magno, fu decorato con la medaglia d'oro dei benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte e della facoltà medica di Montpellier.
Dopo il ritiro dall'insegnamento, il L. si trasferì a Ferrara. Morì a Firenze l'11 ott. 1994.
Fonti e Bibl.: Necr., in Riv. di storia della medicina, n.s., IV (1994), 2, pp. 81-83; Annuari delle Università di Bologna, Ferrara, Siena, Napoli, Cattolica del Sacro Cuore; Atti del Convegno "La storia della medicina nelle facoltà mediche: ruolo e prospettive dell'insegnamento e della ricerca", Ferrara… 1977, in Acta medicae historiae Patavina, XXV (1978-79), pp. 55 s.; Seduta accademica in onore di G. L. in occasione del suo 90° genetliaco, in Atti dell'Accademia delle scienze di Ferrara, LXIX (1991-92), supplemento; Il Museo anatomico di Napoli, Castellammare di Stabia 1997, p. 17.

lunedì 23 novembre 2015

POZZILLI-VENAFRO-SESTO CAMPANO:Patriciello>>Passarelli


Sabato 21 novembre 2015
Caro onorevole,ho letto che il governo ha in progetto di ridurre il numero di regioni in Italia.Non mi piace che il territorio di Sesto Campano-Venafro-Pozzilli rimanga in Molise con la Regione Adriatica.Secondo me quest'area dovrebbe rientrare in Campania (ov'era fino al 1860) e quindi fare parte della  Regione Tirrenica e non di quella Adriatica.Da una carta geografica si vede bene come gli appennini separino-per così dire-l'talia Tirrenica da quella adriatica.E "noi" siamo appunto sul versante occidentale e cioè tirrenico.Onorevole,lei che ne pensa?
Grazie e cordialità.

Lunedì 23 novembre 2015
Caro Ermenegildo,
il progetto di accorpamento delle Regioni è in fase di studio: credo ci vorrà molto tempo prima di vederlo in Parlamento. Ad ogni modo il nostro territorio non è detto vada con l'Abruzzo, ci sono varie ipotesi al riguardo. Come bene hai sottolineato tu, il legame storico-geografico con la futura regione tirrenica è abbastanza consolidato e non può non essere considerato in futuro. Staremo a vedere, comunque.
Un caro saluto

AP

Rif.17 aprile 2015

sabato 5 settembre 2015

ALFANO-SALVINI scambio di accuse

È vero che il CARA di MINEO fu istituito da Maroni ma al governo c'era anche Alfano allora forzitalia.
Peraltro,secondo me Maroni è stato un ottimo ministro
Litigando fra voi fate il gioco della sinistra catto-comunista.
In mancanza di una destra liberal-democratica verteremo Lega.
Niente e nessuno potrà arrestare questo movimento migratorio ma forse una politica rivolta ai paesi di provenienza lo rallenterà.Questa politica però è compito non dell'Italia o dell'Europa ma dell'ONU.

martedì 21 luglio 2015

LE FOSSE DI POZZILLI FENOMENI CARSICI E NON VULCANICI

 Lettera ad Eduardo Berardi di Pozzilli

Salve geometra,
avevo mandato questa mail tempo fa ma ad un indirizzo di posta elettronica sbagliato.
comunque  ho dato uno sguardo a quello che mi ha inoltrato via mail e mi sono documentato un po' sulla zona di interesse reperendo cartografia geologica e altra carte tematiche del posto.
da quello che ho potuto appurare dai dati ricavati in giro, tale zona fa parte della catena delle Mainarde ed è costituita principalmente da calcari -calciruditi con presenza di numerosi fossili e ben stratificati.
Le Fosse quindi non derivano sicuramente da crateri vulcanici, dato che in tutta l'area intorno, dalla cartografia geologica d'Italia foglio ISERNIA, non si evince nessuna presenza d materiali vulcanici in posto che possano far pensare ad una natura di tipo vulcanica di tali Fosse.
Sicuramente, date le caratteristiche litologiche di tale catena montuosa, si tratta di fenomeni CARSICI dovuti all'azione erosiva dell'acqua che scioglie il calcare in bicarbonato e CO2 creando lunghe e ampie caverne, grotte e fessure in tali massicci.
tutto ciò è anche accentuato dalla presenza di numerose faglie dovute da una spinta tettonica dell'area, riportate in cartografia geologica, che fungono da via preferenziale per le acque e superficiali e profonde.
Sicuramente il fatto che ci siano queste fessure, lungo la strada che abbiamo percorso insieme, è dovuto a tali fenomeni prima descritti, e sicuramente tali fessure sono in continuità con condotti carsici all'interno del massiccio carbonatico che fungono a loro volta come via preferenziale per la circolazione sotterranea delle acque dell'acquifero che alimenta la falda basale della piana venafrana. L'idea di individuare tutta quest'area come un area da tutelare è un ottima idea, in quanto tutelando l'area si va a tutelare anche la importantissima risorsa acqua, molto abbondante in tale zona, da possibili inquinanti che possono alterare le proprietà organolettiche di tali acque usate per il consumo umano.
Lo sfruttamento turistico dell'area, potrebbe essere anche quella un'ottima idea ma senza alterare i luoghi, casomai provvedendo ad esempio alla sistemazione della sentieristica, alla creazione di stazioni di birdwatching, realizzazione di sentieri percorribili da disabili, creazione di sentieri per l'ippotrekking e tante altre cose.
Per quanto riguarda la video ispezione delle cavità io penso che non ne valga la pena in quanto tale ispezione è possibile farla solo per un tratto che non è significativo ai fini esplorativi, date le anguste e strette aperture delle fessure che insistono lungo la strada, inoltre tali prove hanno un costo e quindi bisogna organizzare e prevedere un eventuale spesa per tali attività.
detto ciò possiamo approfondire l'aspetto più turistico dell'area ipotizzando eventuali progetti di sistemazione della stessa ragionando sempre in un ottica di concertazione con gli enti preposti.
spero di essere stato chiaro ed esaustivo su quanto detto

saluti 

STUDIO DI GEOLOGIA
dott. geol. Filippo Masullo

via G.G. D'Amore, 51
81016 - Piedimonte Matese (CE)
tel/fax: 0823912601
cell: 3332625463
skype: filippo.masullo84



Rispetta l'ambiente: se non ne hai bisogno non stampare questa pagina.

martedì 14 luglio 2015

IL BADGET dell'UNIONE EUROPEA

Le fonti di finanziamento dell'UE comprendono i contributi dei paesi membri, i dazi all'importazione sui prodotti provenienti dall'esterno dell'Unione e le multe applicate alle imprese che non rispettano la normativa europea. I paesi dell'UE concordano con diversi anni di anticipo l'entità del bilancio e le modalità di finanziamento. 
Il bilancio dell'UE sostiene la crescita e la creazione di posti di lavoro. Con la politica di coesione finanzia gli investimenti per aiutare a superare il divario economico che separa i paesi e le regioni dell'UE. Inoltre, contribuisce a sviluppare le zone rurali.
Le tre principali fonti di entrate sono:
  • una piccola percentuale del reddito nazionale lordo (di solito attorno allo 0,7%) versato da tutti i paesi membri - è questa la fonte più cospicua. I principi di base sono la solidarietà e la capacità contributiva, ma se ne risulta un onere eccessivo per determinati paesi, si procede ad aggiustamenti 
  • una piccola percentuale della base imponibile armonizzata dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) di ciascun paese dell'UE, di solito pari allo 0,3% circa
  • una quota consistente dei dazi all'importazione sui prodotti provenienti dall'esterno dell'UE (il paese che riscuote il dazio trattiene una piccola percentuale).
Vanno inoltre ad alimentare le casse dell'UE anche le imposte sui redditi del personale delle istituzioni europee, i contributi di paesi extra UE ad alcuni programmi europei e le ammende inflitte alle imprese che hanno violato la normativa europea

VEDERE:
europa.eu/about-eu/basic-information/money/revenue.../index_it.htm

lunedì 13 luglio 2015

A PROPOSITO DELLA CRISI DELLA GRECIA

A proposito della "crisi greca" è necessario che i 28 Paesi Europei si seggano intorno ad un tavolo per ridiscutere le regole comunitarie ma una minoranza di 10 milioni (Grecia) non deve determinare,anche se può condizionare,le decisioni di una maggioranza di 500 milioni(Unione Europea).

domenica 5 luglio 2015

POLPETTE ECONOMICHE

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Madama Filtcroft, ricca ereditiera inglese di fine ‘800, aveva una tenuta e vasti appezzamenti di terreno nella zona che oggi combacia in parte con la Regione Molise. Di grande appetito e annoiata dalla scialba cucina inglese si trasferì per alcuni mesi in quei suoi appezzamenti molisani per far sperimentare nuovi gusti al proprio palato. Al suo chef personale, originario di quei luoghi, lanciò una sfida: al primo giorno ti darò tre monete per fare la spesa, al secondo due, al terzo una. Ma in questi tre giorni dovrai stupirmi, in egual maniera. Il cuoco, ovviamente sotto pressione per le aspettative della buona forchetta, passò una giornata intera a riflettere e poi agì. Il primo giorno preparò polpette di vitello, buonissime, ma con carne costosa. Il secondo giorno, con meno soldi, passò alle polpette di maiale, ottime e più economiche. Il terzo giorno, con pochissimi fondi, prese del formaggio. E, grazie a un po’ di pane avanzato da un paio di giorni, diede vita alle polpette cacio e uova. Madama Filtcroft ne fu entusiasta e da allora, narrano alcune leggende non confermate, le “pallotte cacio e ova” entrarono stabilmente nel suo menù. E rimasero impresse nella memoria enogastronomica di quei territorio. Che oggi corrisponde al Molise.
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Una preparazione, manco a dirla, povera e dettata dalla necessità di “riciclare” il cibo. Del pane raffermouova eformaggio raggiungono la sfericità e vengono tuffate nell’olio bollente per una rapida cottura. Al termine di questo passaggio le pallotte vengono poste in un piatto con il pomodoro, trasformato in sugo molto molto discreto, leggero, una salsa di contorno. Le “pallotte cacio e ova” sono molto apprezzate anche all’estero e in alcuni paesi dell’Essex, in Inghilterra, zona di origine di Madama Filtcroft, vivono tutt’oggi sagre e fiere a loro dedicate.



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mercoledì 10 giugno 2015

CREMAZIONE


Ermenegildo Passarelli
a info@cremazione.it
0 minuti fa

Dettagli

Sono Ermenegildo Passarelli di Pozzilli 86077 (Isernia) ove sono nato il 17/05/1939.
Sono un primario ospedaliero di chirurgia in pensione.
Ho la residenza nel paese di nascita ma trascorro buona parte dell'anno a Susa 10059(Torino).
Ho già disposto per testamento la mia volontà di essere cremato.
Mi piace perciò conoscere meglio da voi quanto occorre per attuarla.
In attesa di gentile riscontro,porgo destinati saluti.
ER PASSARELLI

Inviato da iPad





info info
a me
1 minuto fa

Dettagli

Buonasera, lei, avendo lasciato già un atto testamentario non deve fare niente
per lo sospecifico. Se l'atto testamentario è lasciato da un Notaio, il notaio
chiamerà il parente avente diriritto (C/C art.li 74 e seguenti) perché esegua le
sue volontà. Si rivolgerà a un'agenzia funebre dichiarando che la salma è da
cremare. Certo deve produrre i documenti che attestino tale volontà. Se invece,
l'atto è lasciato presso una Socrem è tutto più semplice, la burocrazia è
limitata a la scelta dell'impresa funebre la quale si metterà in contatto con la
Socrem e faranno tutto quello che serve. I tempi di attese per essere cremati
dipendono dal Comune a cui ci si rivolge per il servizio. Cordialmente, Franco

venerdì 5 giugno 2015

Poesia di Ermenegildo Passarelli



LE PRIME RONDINI

Le prime rondini volano lungo il fiume
Alcune sfiorano i tetti ed i giardini
Si affollano e si allargano
Girano  intorno al campanile
Poche vanno in alto
Si tingono di rosa
Alla luce del primo sole
Sullo sfondo del cielo azzurro
Senza nuvole.

E.Passarelli
05 marzo 2015

giovedì 4 giugno 2015

OSPEDALE di VENAFRO in chiusura

Mi dispiace tanto che l'ospedale di Venafro faccia questa fine.Gli sono legato per tanti motivi e vi ho fatto mesi di tirocinio pre e post- laurea col primario di allora,prof.Roberto Lombardi.
L'ospedale non merita questa fine.
ER.PASSARELLI

giovedì 21 maggio 2015

POZZILLI seu CASPOLI

Pozzilli si chiamò Caspoli in onore della sua feudataria principessa di Caspoli presso Mignano Montelungo in Campania soltanto per una trentina di anni (1732-1765).
Prima e dopo di questo periodo il mio paese veniva indicato col nome del  luogo conosciuto come  "li Pozzilli" in territorio di Venafro.
Era stato costruito  poco a poco  da sfollati di Trasarcio e di altri casali della pianura di Conca Casale.

ERMENEGILDO PASSARELLI

sabato 18 aprile 2015

I TRE VELENI BIANCHI

I TRE VELENI BIANCHI: Zucchero,Sale e Farina sono causa dell'obesità mondiale...(Green)

Cosa ci differenzia tra i popoli? la razza, i costumi, la religione? Un elemento comune è la CULTURA. (Informazione è sinonimo di intelligenza) Tutti sanno ma nessuno si esprime……VELENI O NON VELENI? Cosa sono i veleni? Quand'è che un alimento è tale e quando invece è un veleno?

La definizione di veleno era, dal punto di vista fisico: qualsiasi sostanza che inibisce l'attività di un catalizzatore che sia una sostanza secondaria, chimica o un enzima che attiva la reazione. Da studi scientifici anche se ammessi nella nostra alimentazione zucchero sale e farina sono la causa dell’obesità mondiale.

LO ZUCCHERO...
Lo zucchero raffinato è assai dannoso quando viene ingerito dagli esseri umani perché fornisce soltanto quelle che gli esperti di nutrizione chiamano come calorie vuote o nude....esso manca dei minerali naturali presenti nella barbabietola e nella canna. Per di più lo zucchero è peggiore di qualsiasi altra cosa in quanto tende a prosciugare e dissolvere dal corpo preziose vitamine e minerali. Lo zucchero assunto quotidianamente produce una condizione di continua iperacidità e, nel tentativo di rettificare lo squilibrio, vengono richiesti dal profondo dell'organismo sempre più minerali. Infine, onde salvaguardare il sangue, dalle ossa e dai denti viene preso tanto calcio da dare inizio ad un decadimento ed indebolimento generale.

IL SALE....
Il sale viene ripulito chimicamente e ridotto a cloruro di sodio. Da allora i minerali e gli oligoelementi essenziali vengono semplicemente considerati delle "impurità" e come tali vengono eliminati. Purtroppo il cloruro di sodio, così isolato e innaturale, non ha più niente a che vedere con la natura, con l'integralità o con il sale genuino. Come nel caso dello zucchero bianco e raffinato, l' "oro bianco" diventa per noi "veleno bianco"!!!

LA FARINA....
Con l'eliminazione delle bucce e dei germi dai chicchi di grano ne guadagna il valore culinario e gastronomico del pane, ma si perde sicuramente quello biologico, tant'e' vero che la farina bianca, assieme al sale e allo zucchero raffinati, figura nel gruppo dei tre "veleni bianchi" della moderna alimentazione.

A tutto questo dobbiamo aggiungere che farina e zucchero oltre ad essere dannosi all’organismo sono carboidrati ad alta densità che affaticano irrimediabilmente il metabolismo accumulando scorie e cellule adipose, formandone grasso fastidioso e antiestetico, mentre quando si assume sale in eccesso il corpo deve compensare trattenendo liquidi per mantenere il sale in soluzione. Questo causa gonfiore e senso di sazietà aumenta la pressione sanguigna provocando affaticamento, cattiva digestione e indurimento delle arterie.

FARE ATTENZIONE ALL’ALIMENTAZIONE E MODIFICARE IL NOSTRO STILE DI VITA CI PERMETTE DI VIVERE MEGLIO, PERDERE PESO E DIMAGRIRE NATURALMENTE...

(di: Patrizia Angela Pasquino)
http://www.dimagrisci-informato.it/index.php?/archives/22-I-TRE-VELENI-BIANCHI-Zucchero,Sale-e-Farina-sono-causa-dellobesita-mondiale.html


venerdì 17 aprile 2015

LA PIANA DI VENAFRO È TIRRENICA




VENAFRO – Riforma delle Regioni, i Venafrani insistono: “Siamo tirrenici, non adriatici”


VENAFRO – Altro che “no” allo smembramento del Molise, come sostenuto da qualcuno circa l’ipotizzata riforma delle regioni. Dall’area venafrana si chiede esattamente il contrario. Dall’estremo Molise occidentale infatti si sostengono, motivazioni  alla mano, utilità, vantaggi e necessità di essere aggregati -se proprio la riforma deve essere- alla ipotizzata neo “Regione del Tirreno” (assieme a Campania e provincie di Frosinone e Latina), rigettando altre soluzioni compresa quella di aggregare l’intero Molise alla nuova macroregione dell’ “Adriatic” (con Abruzzo e province di Ascoli, Rieti e Macerata.


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Reply
Si,anche per me la piana di Venafro-Pozzilli-Concacasale-Sestocampano è ad ovest degli Appennini è quindi tirrenica anzi di più e cioè campana.Fino al 1860 questa zona faceva infatti parte di “terra di lavoro”


11 ottobre 2015

Spero che la zona di Venafro-Pozzilli-Sesto Campano del Molise non rimanga in Abruzzo-Molise(regione Adriatica)ma confluisca nella regione tirrenica.Fino al 1860 infatti essa ha fatto parte della terra di lavoro della Campania.

sabato 7 marzo 2015

AIFO a POZZILLI

Sabato,31 gennaio 2015


POZZILLI – Bella mattinata, densa di significati socio/umanitari, quella svoltasi nella palestra scolastica delle scuole dell’obbligo di Pozzilli, gremita di alunni elementari e medi, docenti e genitori, per la consegna di premi, medaglie, diplomi e gadget nell’ambito del concorso pittorico promosso dall’Aifo di Venafro e Pozzilli per sensibilizzare i minori su un problema di massima attualità : debellare la lebbra del mondo, che purtroppo continua a mietere vittime nei Paesi sottosviluppati. Ne è venuta fuori una iniziativa quanto mai interessante, arricchita soprattutto dall’entusiasmo e dagli ottimi disegni  degli alunni, tanto che la commissione esaminatrice dell’Aifo si è trovata in difficoltà nel dover stilare una graduatoria di merito.
“Siete stati tutti bravissimi -ha dichiarato l’ins. Gilda Passarelli Trione, presidente ed animatrice dell’Aifo di Venafro e Pozzilli, rivolta agli scolari- e a tutti va il nostro grazie per la partecipazione e l’impegno. Assieme riusciremo a debellare la lebbra nel mondo, autentico flagello ancora per molti”. Quindi i premi ai ragazzi, la consegna di medaglie e diplomi, nonché la distribuzione a tutti di cadget dell’Aifo, che gli scolari hanno accolto con ampi sorrisi. Una mattinata utile per i tanti significati che comportava, con l’augurio che possa servire a debellare finalmente il flagello della lebbra tra i Paesi del Terzo Mondo.

martedì 17 febbraio 2015

IL DIALETTO di POZZILLI

Dialetto

Il dialetto di Pozzilli si avvicina molto a quello campano (una via di mezzo tra il campano e il molisano, in realtà). Fino all'unità d'Italia, questo centro e quelli di Venafro, di Conca Casale e di Sesto Campano facevano parte della provincia di Terra di Lavoro. Per questo motivo il loro dialetto, le loro tradizioni ed i loro usi e costumi sono molto più vicini alla Campania che al Molise. Esplorando il lessico troviamo elementi linguistici che riconducono inequivocabilmente al dialetto campano: ngòppa = sopra, iàmm' = andiamo, n'sciun'= nessuno, cìènt' = cento, viènt' = vento, eccetera. Cambiamenti ci sono invece per quanto riguarda gli articoli: a Venafro si usa "i" (ad es. i cuan' = il cane, i scium' = il fiume), a Pozzilli "gl'" (gl' cuan' = il cane, gl' scium' = il fiume). I dialetti dei paesi sulla riva destra del fiume Volturno (come Pozzilli, Santa Maria Oliveto, Roccaravindola) assomigliano molto più tra loro che non a quelli sulla riva sinistra (come Monteroduni e Macchia D'Isernia): qui (inoltre) "i" e "gl'" diventano "ru" (ru can' , ru scium' ). Sesto Campano, come evidenziato nell'aggettivo, si accosta ancora di più alla confinante Campania per gli usi e costumi e per le inflessioni dialettali.

martedì 3 febbraio 2015

Sergio Mattarella nostro XII PRESIDENTE

  1. Sergio Mattarella
    Politico
  2. Sergio Mattarella è un politico italiano, dodicesimo presidente della Repubblica Italiana dal 3 febbraio 2015. Wikipedia
  3. Data di nascita23 luglio 1941 (età 73), Palermo

  4. Sergio Mattarella con i figli Laura, Francesco e Bernardo (a destra) (Ansa)