Piedi d’Acciaio, il libro verità di Aldo Patriciello
14 maggio 2013 CAMPOBASSO - Lo
aveva promesso l’anno scorso a seguito dell’assoluzione con formula
piena e definitiva in secondo grado di giudizio, anticipando anche il
titolo: ‘Piedi d’Acciaio’. L’On. Aldo Patriciello lo ha scritto e
presentato sul serio, nei giorni scorsi all’Hotel San Giorgio di
Campobasso, il suo libro sulla vicenda giudiziaria denominata Piedi
d’Argilla che per nove anni lo ha tenuto inchiodato ai tribunali
molisani senza mai stancarsi di urlare la sua innocenza e la serietà ed
onestà delle aziende di famiglia coinvolte nell’inchiesta e poi nei
processi.
L’europarlamentare Aldo Patriciello
L’intera
vicenda ruota intorno ai lavori di costruzione della Variante di
Venafro e Patriciello ne riscrive la verità, dal quel 2 dicembre 2004
quando venne raggiunto da un avviso di garanzia e dal 4 dicembre dello
stesso anno quando si dimise dalle cariche di vicepresidente della
Giunta regionale, da assessore e dal partito, l’Udc, che lo voleva
Sottosegretario del Governo Berlusconi. “Una legittima aspettativa di
chiunque fa politica – ha affermato Patriciello riferendosi alla nomina
da sottosegretario – ma che come dimostrano le informative dei
Carabinieri era una nomina che non doveva arrivare prima che la vicenda
Piedi d’Argilla sfociasse e diventasse quel castello di accuse che è
diventato”. L’onorevole molisano ripercorre i momenti più difficili,
anche quelli dal punto di vista umano, e i punti chiave del procedimento
che poi hanno portato ad una svolta nei processi. Non tralascia niente
l’eurodeputato nemmeno l’amarezza provata per persone che ora non ci
sono più ma che hanno sofferto tanto a seguito delle denunce; il
dispiacere per le aziende di famiglia coinvolte, la Precal e la MC
Group, che così come dichiarato “a seguito delle inchieste sono finite
in un vortice irreversibile che le ha decapitate, aziende in cui
lavoravano circa 500 persone, che hanno sempre lavorato onestamente ma
per le quali, anche dopo aver dimostrato l’onestà e la qualità del
prodotto che veniva contestato e con cui venivano costruiti i piloni
della Variante, non è possibile risalire la china e quindi salvarle.
Piedi d’Acciaio però non vuole essere un libro di denuncia – afferma
Patriciello nel corso della conferenza stampa di Campobasso – o
attaccare qualcuno, bensì vuole stimolare una ulteriore riflessione
soprattutto per voi – riferendosi ai giornalisti – chiamati a
rappresentare l’opinione pubblica sui fatti avvenuti, sul modo in cui
vengono riportati e sul sistema giustizia”. Il libro apre proprio con
degli articoli giornalistici, pubblicati a livello nazionale che
riportavano uno spaccato sulla vita politica dell’europarlamentare e che
a suo dire offendevano l’intera Regione. Ma l’azione di Patriciello
nello scrivere questo libro ha anche un altro fine: quello di porre un
interrogativo sulla giustizia italiana. “La giustizia ha funzionato e
funziona nel nostro Paese – ha affermato – e lo dico non perché ho avuto
le assoluzioni che rivendicavo, bensì perché sono convinto che la
magistratura ha saputo valutare con attenzione la storia così come si
era verificata e, nonostante il clamore creatosi intorno a questa
vicenda che ha enfatizzato numerose calunnie su di me e sulla mia
famiglia, assumendosi la grande responsabilità di ricercare la verità
contro tutto il castello accusatorio creato ad hoc”. Per Patriciello
quindi la giustizia funziona e con questo lavoro sottolinea quanto
invece ci sia bisogno di “garantire un filtro sull’attività
investigativa da parte degli organi di polizia giudiziaria, – ha infine
affermato – per ridare al sistema giustizia la soluzione a tante
situazioni di scontro tra i vari poteri”
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