lunedì 4 giugno 2012

LA BATTAGLIA DELLE MAINARDE (inverno 1943-44)




LA BATTAGLIA DELLE MAINARDE
I combattimenti sul fronte italiano nell'inverno 1943-44
IL DISPOSITIVO DIFENSIVO E LE FORZE IN CAMPO
Il Comandante delle forze tedesche, il generale Ringel, assume la responsabilità del settore delle Mainarde il 22 dicembre 1943 e dispone dell'85° e 100° reggimento di fanteria, un reggimento di artiglieria da montagna, vari battaglioni da ricognizione, del raggruppamento "Bode" costituito dal 576° reggimento gia' della 305ª divisione e del III° battaglione indipendente cacciatori alpini.
Di fronte a loro sono schierate le truppe nordafricane del Corpo di Spedizione Francese, agli ordini del generale Juin, che dispone della 2ª divisione di fanteria marocchina composta dal 4°, 5° ed 8° reggimento al comando del generale Dody e della 3ª divisione di fanteria algerina composta dal 3°, 4° e 7° reggimento al comando del generale De Monsabert, quest'ultima in linea a partire dal 31 dicembre 1943.
Il 12 dicembre il generale Dody assume il comando del settore ai due lati della strada Colli-Atina e individua gli obiettivi del primo attacco in direzione di San Biagio Saracinisco: quota 1025 e 1029 a nord di Cardito e monte Monna Casale a sud. Di fronte ai francesi è schierata la 305ª divisione di fanteria al comando del generale Hauck, che a costo di pesanti perdite perde monte Pantano il 16 dicembre.
La divisione marocchina riceve l'ordine di lanciare l'8° reggimento contro la Catenella delle Mainarde, che culmina a quota 1478, mentre in appoggio, il 5° reggimento marocchino si portera' verso Monna Casale, attraverso le quote 1220 e 1225. Il 26 dicembre inizia l'offensiva ed il 3° battaglione dell'8° reggimento marocchino arriva in prossimità della cresta delle Mainarde, ma un improvviso contrattacco tedesco, portato dal 115° Reggimento Panzer Grenadieren, giunto a dar man forte al provato 100° reggimento cacciatori alpini, lo rigetta indietro.
Il 27 dicembre, l'offensiva viene ripresa e le truppe marocchine conquistano la posizione. A questo punto i loro assalti vengono diretti un pò più a sud, in direzione di Monna Casale, o piuttosto contro i suoi accessi costituiti da una collina a due cime detta "i Gemelli" che viene presa ma subito abbandonata a causa dell'intenso fuoco d'artiglieria tedesco.
Nei primi giorni del 1944 la divisione algerina al comando del generale Goislard de Monsabert, si dispone a sud delle posizioni occupate dalla fanteria marocchina. Il 10 gennaio il generale Juin emana gli ordini per l'attacco generale dell'intero Corpo di Spedizione Francese che prevede il superamento del Rio Chiaro, la conquista di Costa San Pietro, delle quote 1025 e 1029 nonché delle cime 1225 e 1220 in prossimita' dei "Gemelli".
LA BATTAGLIA PER COSTA SAN PIETRO
Di faccia alle due divisioni francesi, il fronte è tenuto da una divisione d'elite tedesca, la 5ª Gebirgsdivision, della quale l'85° reggimento è schierato in forze di fronte alla 2ª divisione marocchina ed il 100° contro la 3ª divisione algerina.
Come previsto, il bombardamento alleato si abbatte sulle posizioni tedesche e la 2ª divisione di fanteria marocchina si lancia all'attacco, seguita dalla divisione algerina: i marocchini mettono piede su quota 1025 e conquistano il giorno seguente quota 1029, ma la resistenza tedesca è inflessibile su Costa San Pietro, che culmina a quota 1450 dapprima presa dall'8° reggimento marocchino ma subito riconquistata dagli uomini del 15° reggimento panzer grenadierer.
A costo di pesanti perdite la posizione è di nuovo ripresa dai marocchini che respingono i contrattacchi tedeschi appoggiati anche dalla Luftwaffe. Costa San Pietro deve essere tenuta a qualsiasi costo e da li l'8° reggimento dovrà avanzare sulla strada per Atina verso San Biagio Saracinisco.
La battaglia del 13 gennaio 1944 si sviluppa in due settori precisi: a nord il III° battaglione dell'8° reggimento marocchino è sottoposto ad incessanti contrattacchi sulla Costa San Pietro, mentre a sud la Monna Casale è conquistata dal 7° reggimento che s'impadronisce di Monte Passero e di Monna Acquafondata.
Le perdite francesi sono pesanti: 800 uomini in tutto tra morti, feriti, malati e dispersi, ma anche da parte tedesca la battaglia è stata terribile. Più che le perdite territoriali, sono quelle in uomini e mezzi a rivelarsi pesanti: i francesi hanno catturato 231 prigionieri, senza contare i feriti. Alcune unità risultano semplicemente annientate, come il 1° battaglione dell'85° Gebirgsjager Regiment, il 115° Panzer Grenadieren Regiment che si è letteralmente sacrificato sui costoni di Costa San Pietro.
Il 14 gennaio la difesa tedesca si riduce nettamente e le divisioni di Monsabert e Dody procedono senza troppe difficoltà, conquistrando Vallerotonda e Sant'Elia Fiumerapido. Il giorno seguente l'inseguimento continua, ma i tedeschi irrigidiscono la loro difesa, specie a Sant'Elia sovrastata dal monte Cifalco, dai cui osservatori i difensori dirigono un'efficace tiro d'artiglieria che provoca pesanti perdite agli algerini.
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