giovedì 27 dicembre 2012

DIALETTO DI POZZILLI

  M'ttua' l' vin'................imbottare il vino,mettere il vino nella botte.
DETTO POZZILLESE:E' tiemb'a sant' Muartin' ,R' ammuttua' l' vin'.....E' tempo a san Martino,di imbottare il vino(ERMENEGILDO PASSARELLI.POZZILLI)


mercoledì 26 dicembre 2012

M.A.F.I.A.

Explanation:
Good luck Nick
Elena



STORIA DELLA PAROLA MAFIA

L’origine della parola Mafia non è conosciuta precisamente. Secondo una versione dei fatti, nacque dall’invasione francese della Sicilia nel 1282 e dal motto "Morte alla Francia Italia Anela" o M.A.F.I.A.

- Per altri deriva invece dal nome della tribù araba che si stanziò a Palermo(Ma-afir), per altri dal toscano maffìa (miseria);mentre lo studioso del folclore G.Pitrè lo ricava dal vocabolo del gergo palermitano che in origine significava "bellezza, coraggio, superiorità."
Solo nel 1865 venne usato nel suo significato più attuale per indicare un’insolita forma di associazione a delinquere*.




 

domenica 2 dicembre 2012

RICORDO DI CAROVILLI

 

 

Modi di dire a Carovilli

  Commento

  1. passarelli ermenegildo
    18 novembre 2012
    Caro Mario,condivido in pieno il tuo giudizio su Carovilli che io ho fraquentato per alcuni mesi.
    Giovane medico, esercitai la professione nella primavera-estate del 1966 a Carovilli,Roccasicura,Villa san Michele….e dintorni,raccogliendo grande affetto dalla popolazione e molte soddisfazioni professionali.
    Infiniti ringraziamenti e saluti distinti.

mercoledì 28 novembre 2012

Via ARGINALE RAVA di Pozzilli

*Torrente Rava * Il vocabolo *rava*, probabilmente è di origine umbra e vuol dire “dirupo prodotto da acqua che scorre”..... Da questo torrente prende nome *via arginale rava* di Pozzilli che dal ponte di ferro lungo l'argine sinistro va verso su fino al* briglione* .
Vedi google map * *

 Il torrente Rava è un affluente di sinistra del fiume S. Bartolomeo di Venafro. Ha inizio dai monti del Lazio ad Ovest di Pozzilli, attraversa il territorio comunale di questo e dirigendosi poi verso sud affluisce nel San Bartolomeo di Venafro. Molte polemiche sono sorte nel corso degli anni riguardo a questo torrente che spesso presenta delle acque schiumose e maleodoranti probabilmente dovute agli scarichi delle industrie del vicino nucleo industriale. In occasione di piogge abbondanti il torrente è più volte straripato causando anche molti danni e disagi dato che attraversa il centro abitato di Pozzilli e la periferia sud di Venafro. (WIKIPEDIA)

sabato 27 ottobre 2012

POZZILLI,ponte dei francesi,ponte degli spagnoli

Presso il mio paese vi sono due località che potrebbero ricordare le battaglie del XVI secolo tra francesi e spagnoli:
1)-sulla strada atinense,a poca distanza del centro abitato di pozzilli andando verso Filignano,sul torrente ravigone è un ponte che chiamiamo dei francesi;
1)- sulla strada per Acquafondata presso la località Demanio è un ponte sul torrente Rava che chiamiamo degli spagnoli.

( appunto di ERME PASSARELLI)

venerdì 26 ottobre 2012

TERREMOTO IN CALABRIA 26 ottobre 20012 1.05





MORMANNO CALABRO, 26 OTTOBRE – Un terremoto di magnitudo 5.0° della scala Richter è stato registrato dai sismografi dell’Usgs nel Pollino. L’epicentro è stato localizzato a 6,3 chilometri di profondità nel sottosuolo, un dato preoccupante per gli effetti devastanti che potrebbero produrre le onde di taglio.
Le località maggiormente colpite dal sisma sono Mormanno, Laino Castello, Laino Borgo e Rotonda, tra le province di Potenza e Cosenza.  La scossa è stata avvertita indistintamente dalla popolazione del Pollino. Migliaia di persone si sono riversate nelle strade, mentre i centralini di vigili del Fuoco e Protezione Civile sono andati in tilt. Al momento non  risultano danni a persone o morti.

 "http://www.bolognatg24.it/tag/campotenese/" rel="tag">Campotenese</a>, <a 

giovedì 25 ottobre 2012

DIALETTO DI POZZILLI

scr'ppèng',scr'ppègn'............pipistrello

Si avvicina all'abruzzese skarpinghə ed al pugliese  (Gargano)   skrupìngələ

(ricerca di Ermenegildo dr Passarelli di Pozzilli) 


VEDI:Il pipistrello nei dialetti d'Italia « Granatiero
fgranatiero.wordpress.com/2011/.../il-pipistrello-nei-dialetti-ditalia-2/
22 nov 2011 – ... dalla Toscana (pipistrello) al Lazio (pipistréglio) alla Sardegna (pibiristéddhu, pistéddhu), dall'Abruzzo (skarpinghə, spərəpìngugliə) e Molise ...

sabato 15 settembre 2012

LA CHIESA DI SAN BARBATO A ROCCARAVINDOLA

Cinque Chiese Medievali tra Molise e Campania - San Vincenzo al ...

www.sanvincenzoalvolturno.it/pg/sez7_l_0.htm
Santa Maria di Corneta (Castel San Vincenzo - IS) 3. San Barbato (Roccaravindola - IS) 4. San Nazario (Roccapipirozzi, fraz. di Sesto Campano - IS) 5. Chiesa ...

venerdì 14 settembre 2012

ARAL evoluzione osservata dal satellite

Lago d'Aral - Wikipedia

it.wikipedia.org/wiki/Lago_d'Aral
L'Aral (in russo Aralskoje More, Аральскοе мοре; in kazako Арал Теңізі) è un lago salato di origine oceanica, situato alla frontiera tra l'Uzbekistan (nel territorio ...Vedi Wikipedia

sabato 18 agosto 2012

POMODORO nemico della vecchiaia



A detta di molti esperti non esiste farmaco efficace contro i radicali liberi come lo è il pomodoro.
E' risaputo che i radicali liberi sono responsabili del danneggiando delle membrane cellulari e "consumano" le cellule di un po' tutti i tessuti dell'organismo. Ed è anche risaputo che per metterli in condizione di non nuocere, prevenendo anche la loro azione distruttrice, esistono meccanismi fisiologici che per attivarsi hanno bisogno di alcune sostanze, appunto le vitamine e altre. Ultimamente si è finalmente capito che solo queste sostanze ottengono ottimi risultati, a differenza della farmacologia tradizionale che finora ha fatto cilecca.
Possiamo tranquillamente affermare che un pomodoro, ricco di betacarotene, licopene e vitamina è  più efficace, contro l'invecchiamento, di qualunque medicina.



www.pizza.it/curiosita/alimentazione/pomodoro.htm

lunedì 6 agosto 2012

TOPONOMASTICA DI POZZILLI E DINTORNI

Torrente Rava

 Il vocabolo rava, probabilmente è di origine umbra e vuol dire “dirupo prodotto da acqua che scorre”.....
Da esso prende nome via arginale rava di Pozzilli che dal ponte di ferro lungo l'argine sinistro va verso su fino al briglione
.Vedi google maps




lunedì 23 luglio 2012

POZZILLI -LA CHIESA NUOVA

La sua costruzione, in stile  barocco pugliese, fu iniziata nella metà del 1600.
Fu consacrata nel 1708.(1)
 Il  primo Arciprete ebbe conferito il titolo di Abate da Mons. Ignazio Giacinto Cordella, vescovo di Venafro dal 1636 al 1666.(2)
Vi sono quattro altarini laterali dedicati a: S. Antonio, Cuore di Maria, S. Anna, Cuore di Gesù.
La pala principale di  fattura pregevole ma anonima, fissata internamente sulla parete dietro l'altare principale, riproduce l'immagine della Vergine Santa con in braccio il Bambino Gesù che pone l'anello al dito di Santa Caterina, per farla sua sposa. Interessanti i marmi dell'altare maggiore donati da Sua Eccellenza Mons. Stabile, Vescovo di Venafro. . Anche il Battistero, posto a sinistra dell'entrata principale, merita particolare attenzione per la varietà e la composizione dei marmi
La chiesa subì gravi danni  per il terremoto del 13 gennaio 1915 e venne riaperta al culto il 26 luglio 1924 quando era arciprete Attilio Passarelli che vi contribuì "fere ex toto"(come riportato su lastra di marmo fissata sulla parete interna a destra entrando dal portale principale).
 Altro terremoto il 7 maggio 1984 la rendeva inagibile ; venne riaperta al culto nel maggio del 1986 dopo importanti opere di stabilizzazione per l'interessamento attivo del parroco mons.Gaetano Mencaroni. 
Nell'archivio vengono conservati documenti risalenti al 1624. 
Sant' Anna  è la protettrice di Pozzilli mentre santa Caterina v.m. ne è la patrona.




(1)-Parrocchia Santa Caterina V. e M. - Parrocchie.it

(2)-La Peste del 1656 a Venafro | Franco Valente

www.francovalente.it/index.php/2011/.../la-peste-del-1656-a-venafro..

domenica 8 luglio 2012

TOPONOMASTICA DI POZZILLI E DINTORNI


Piazza Guglielmo Pepe

E' una piazza storica ove si affaccia la chiesa madre di pozzilli dedicata a Santa Caterina V.M.(detta anche del Sinai) costruita nel XV° secolo e consacrata nel 1708.
E' una delle principali--se non la principale--piazze di Pozzilli che popolarmente è chiamata la teglia,per la presenza maestosa ed antica di un tiglio abbattuto negli anni 50 in quanto pericolante.Vi si svolge la festa in onore di Sannt'Anna che è la protettrice(vedi terremoto  di Sant'Anna 1805).(1)

Guglielmo Pepe (Squillace, 13 febbraio 1783Torino, 8 agosto 1855)
Patriota e Generale venne definito dal De Sanctis ”Padre della Rivoluzione italiana”;
Entrato nell'esercito, in giovane età nella Scuola Militare Nunziatella, nel 1799 accorse a Napoli a difesa della Repubblica Partenopea. Subendo la sconfitta contro le truppe borboniche del cardinal Ruffo, venne catturato ed esiliato in Francia dove entrò nell'esercito di Napoleone distinguendosi in molte battaglie, sia al servizio di Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, che di Gioacchino Murat. Prese parte alla rivoluzione napoletana del 1820, e fu sconfitto nella battaglia del Colle di Lesta tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli dagli austriaci  in quella che è ricordata come la prima battaglia del Risorgimento (7 marzo 1821); ripiegando verso le gole di Antrodoco(Rieti) fu inseguito dagli austriaci che si portavano così verso L'Aquila. Poi comandò il corpo spedito da Ferdinando II contro gli austriaci nel 1848, impegnandosi nella difesa di Venezia affidatagli da Daniele Manin nel 1848 e 1849. Nuovamente sconfitto ed esiliato emigrò a Parigi quindi rientrò in Italia passando i suoi ultimi giorni a Torino. Fu una delle più nobili figure del Risorgimento italiano, celebre anche perché non solo si impegnò nei movimenti repubblicani, ma anche scrisse numerosi libri per raccontare gli eventi ed esortare ad una lotta per l'Italia.(2)

(1) http://www.inforconsult.it/terremoto_del_1805.htm
(2) http://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Pepe

lunedì 4 giugno 2012

LA BATTAGLIA DELLE MAINARDE (inverno 1943-44)




LA BATTAGLIA DELLE MAINARDE
I combattimenti sul fronte italiano nell'inverno 1943-44
IL DISPOSITIVO DIFENSIVO E LE FORZE IN CAMPO
Il Comandante delle forze tedesche, il generale Ringel, assume la responsabilità del settore delle Mainarde il 22 dicembre 1943 e dispone dell'85° e 100° reggimento di fanteria, un reggimento di artiglieria da montagna, vari battaglioni da ricognizione, del raggruppamento "Bode" costituito dal 576° reggimento gia' della 305ª divisione e del III° battaglione indipendente cacciatori alpini.
Di fronte a loro sono schierate le truppe nordafricane del Corpo di Spedizione Francese, agli ordini del generale Juin, che dispone della 2ª divisione di fanteria marocchina composta dal 4°, 5° ed 8° reggimento al comando del generale Dody e della 3ª divisione di fanteria algerina composta dal 3°, 4° e 7° reggimento al comando del generale De Monsabert, quest'ultima in linea a partire dal 31 dicembre 1943.
Il 12 dicembre il generale Dody assume il comando del settore ai due lati della strada Colli-Atina e individua gli obiettivi del primo attacco in direzione di San Biagio Saracinisco: quota 1025 e 1029 a nord di Cardito e monte Monna Casale a sud. Di fronte ai francesi è schierata la 305ª divisione di fanteria al comando del generale Hauck, che a costo di pesanti perdite perde monte Pantano il 16 dicembre.
La divisione marocchina riceve l'ordine di lanciare l'8° reggimento contro la Catenella delle Mainarde, che culmina a quota 1478, mentre in appoggio, il 5° reggimento marocchino si portera' verso Monna Casale, attraverso le quote 1220 e 1225. Il 26 dicembre inizia l'offensiva ed il 3° battaglione dell'8° reggimento marocchino arriva in prossimità della cresta delle Mainarde, ma un improvviso contrattacco tedesco, portato dal 115° Reggimento Panzer Grenadieren, giunto a dar man forte al provato 100° reggimento cacciatori alpini, lo rigetta indietro.
Il 27 dicembre, l'offensiva viene ripresa e le truppe marocchine conquistano la posizione. A questo punto i loro assalti vengono diretti un pò più a sud, in direzione di Monna Casale, o piuttosto contro i suoi accessi costituiti da una collina a due cime detta "i Gemelli" che viene presa ma subito abbandonata a causa dell'intenso fuoco d'artiglieria tedesco.
Nei primi giorni del 1944 la divisione algerina al comando del generale Goislard de Monsabert, si dispone a sud delle posizioni occupate dalla fanteria marocchina. Il 10 gennaio il generale Juin emana gli ordini per l'attacco generale dell'intero Corpo di Spedizione Francese che prevede il superamento del Rio Chiaro, la conquista di Costa San Pietro, delle quote 1025 e 1029 nonché delle cime 1225 e 1220 in prossimita' dei "Gemelli".
LA BATTAGLIA PER COSTA SAN PIETRO
Di faccia alle due divisioni francesi, il fronte è tenuto da una divisione d'elite tedesca, la 5ª Gebirgsdivision, della quale l'85° reggimento è schierato in forze di fronte alla 2ª divisione marocchina ed il 100° contro la 3ª divisione algerina.
Come previsto, il bombardamento alleato si abbatte sulle posizioni tedesche e la 2ª divisione di fanteria marocchina si lancia all'attacco, seguita dalla divisione algerina: i marocchini mettono piede su quota 1025 e conquistano il giorno seguente quota 1029, ma la resistenza tedesca è inflessibile su Costa San Pietro, che culmina a quota 1450 dapprima presa dall'8° reggimento marocchino ma subito riconquistata dagli uomini del 15° reggimento panzer grenadierer.
A costo di pesanti perdite la posizione è di nuovo ripresa dai marocchini che respingono i contrattacchi tedeschi appoggiati anche dalla Luftwaffe. Costa San Pietro deve essere tenuta a qualsiasi costo e da li l'8° reggimento dovrà avanzare sulla strada per Atina verso San Biagio Saracinisco.
La battaglia del 13 gennaio 1944 si sviluppa in due settori precisi: a nord il III° battaglione dell'8° reggimento marocchino è sottoposto ad incessanti contrattacchi sulla Costa San Pietro, mentre a sud la Monna Casale è conquistata dal 7° reggimento che s'impadronisce di Monte Passero e di Monna Acquafondata.
Le perdite francesi sono pesanti: 800 uomini in tutto tra morti, feriti, malati e dispersi, ma anche da parte tedesca la battaglia è stata terribile. Più che le perdite territoriali, sono quelle in uomini e mezzi a rivelarsi pesanti: i francesi hanno catturato 231 prigionieri, senza contare i feriti. Alcune unità risultano semplicemente annientate, come il 1° battaglione dell'85° Gebirgsjager Regiment, il 115° Panzer Grenadieren Regiment che si è letteralmente sacrificato sui costoni di Costa San Pietro.
Il 14 gennaio la difesa tedesca si riduce nettamente e le divisioni di Monsabert e Dody procedono senza troppe difficoltà, conquistrando Vallerotonda e Sant'Elia Fiumerapido. Il giorno seguente l'inseguimento continua, ma i tedeschi irrigidiscono la loro difesa, specie a Sant'Elia sovrastata dal monte Cifalco, dai cui osservatori i difensori dirigono un'efficace tiro d'artiglieria che provoca pesanti perdite agli algerini.
pagina: 1 [ 2 ]
Informazioni articolo

Seguici anche su Facebook!
Dal 2010 DVaC è presente anche su Facebook, con anteprime, informazioni, commenti e integrazioni ai contenuti presenti in queste pagine.